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Sentiero N°1

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 760 m
Tempo andata: ore 3
Tempo ritorno: ore 2,20
Partenza da: Selva di Cori
Comune di: Cori
Per: Prato di S. Jaco e Cresta Sud

Da Cori si percorre con l’auto Una strada asfaltata, poi sterrata (4 km), che porta alla Selva di Cori (fontana del Prato). Si supera un cancello in legno e raggiunta la sbarra in ferro si parcheggia (nel caso sia aperta si può proseguire con l’auto fino alla fine della strada sterrata). Si prosegue a piedi e al termine della sterrata si imbocca un sentiero poco evidente sulla destra; dopo aver costeggiato la Costa Lucini si arriva percorrendo una leggera salita a prato S. Jaco (871 m), piccolo pianoro erboso alle pendici di Monte della Noce. Da qui, a sinistra della cresta, si sale senza via obbligata prima su Monte della Noce (1212 m) poi sul Monte Erdigheta (1237 m). Il sentiero, che diventa più piacevole, percorre la cresta sud del Monte Lupone e in breve raggiunge la cima.
Sentiero poco panoramico che segue per metà la cresta sud del Monte Lupone in ambiente abbastanza selvaggio soprattutto dopo Prato di S. Jaco. Sulla cima buon panorama verso la Pianura Pontina, i Monti Simbruini ed Ernici e sul vicino Monte Semprevisa.

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Sentiero N°2

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 540 m
Tempo andata: ore 1,30
Tempo ritorno: ore 1
Partenza da: Campo di Segni
Comune di: Segni-Roccamassima
Per: Serrone Lungo e Cresta Nord

Sulla strada Segni-Roccamassima (3,5 km da Segni o 7,5 km da Roccamassima) si stacca una strada, parzialmente asfaltata, che sale fino a un piccolo valico che poi scende ripidamente a Campo di Segni. Dopo aver parcheggiato si attraversa il pianoro in direzione del terzo valloncello sassoso da destra; lo si percorre per pochi metri, si attraversa una sterrata e ci si inoltra in un vallone con fondo sassoso che termina in una faggeta. Da qui si sale per un ripido sentiero a piccoli tornanti fino ad arrivare in prossimità dell’anticima nord del Monte Lupone; si piega a sinistra e, dopo un breve tratto quasi in piano, in corrispondenza di un’ampia cresta sassosa, si sale a destra con percorso non obbligatorio fino a raggiungere la cima.

Percorso non panoramico, che attraversa tuttavia un pianoro ed un bosco di faggi d’alto fusto tra i più belli del gruppo.

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Sentiero N°3

Difficoltà: Facile (T)
Dislivello: 620 m
Tempo andata: ore 1,40
Tempo ritorno: ore 1,1
Partenza da: Campo di Montelanico
Comune di: Montelanico 
Per: Costa delle tombelle

Da Montelanico si segue la sterrata che arriva a Campo di Montelanico (757 m). Si parcheggia all’imbocco del pianoro, dove inizia il sentiero che lo attraversa in direzione ovest e sale sulla Costa delle Tombelle (920 m). La si segue interamente fino ad intercettare sulla cresta sud del Monte Lupone l’itinerario n°1.

Sentiero interessante soprattutto per il selvaggio ed ampio pianoro carsici di Campo di Montelanico che tuttora è frequentato da pastori della zona. Caratteristiche sono ancora le capanne presenti sul pianoro. La Costa delle Tombelle rende abbastanza movimentata l’escursione.

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Sentiero N°4

Difficoltà: Media (M)  
Dislivello: 790 m
Tempo andata: ore 2,15 
Tempo ritorno: ore 1,40
Partenza da: Ospedaletto di Norma  
Comune di: Norma
Per: Costa delle tombelle

Da Norma si segue la strada che esce dal paese in direzione di Cori; dopo circa 3 km si gira a destra per una strada asfaltata e poi sterrata che conduce alla località Ospedaletto (domandare dei chioschi). Dopo aver parcheggiato nella piazzola antistante, si imbocca il sentiero, prosecuzione della strada, in direzione nord e si aggira poco dopo un colle sulla destra. Successivamente si sale piegando nuovamente verso sinistra per la visibile Costa delle Tombelle; dalla quota 920 seguire l’itinerario N°3 fino alla cima.

Itinerario abbastanza aperto fino alla Costa delle Tombelle dove si può spaziare con lo sguardo sul sottostante Campo di Montelanico. Poco dopo l’inizio del sentiero una breve deviazione sulla destra porta alla caratteristica Fonte Acquaviva (20 minuti andata e ritorno).

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Sentiero N°5

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 730 m 
Tempo andata: ore 2 
Tempo ritorno: ore 1,30
Partenza da: Loc. Tirinsanola 
Comune di: Cori
Per: Monte Rinsanuto, Le Fosse e Cresta Ovest

Sulla strada Cori- Roccamassima (dopo circa 5 km) all’altezza di un gruppo di case, si stacca sulla destra una strada che si segue per intero. Si parcheggia l’auto vicino ad un cancello in legno: il sentiero inizia poco prima del cancello e, con percorso poco evidente, si inoltra nella valletta a ovest del Monte Risanuto. Una volta risalita (1015 m) e tenendosi a destra di una serie di cocuzzoli (tra cui M. Risanuto) si giunge in una zona prativa e ricca di doline detta “ Le Fosse”. Superati alcuni pozzi si inizia a risalire la cresta ovest del Monte Lupone, ripida fino a quota 1306 e poi pressoché in piano fino ad un’altra zona prativa dove si trova un pozzo della neve. Da qui un’ultima breve salita porta alla cima.

E’ questo il sentiero più lungo e frequentato per giungere al Monte Lupone. Sicuramente più vario dei precedenti dà la possibilità all’escursionista di incontrare sia zone prative con numerose doline, che faggete. L’itinerario, ancora frequentato da pastori, desta notevole interesse per la presenza di alcuni pozzi situati in località” Le Fosse”. Buono il panorama che è più ampio lungo tutto il percorso anche rispetto agli altri che giungono a questo monte.

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Sentiero N°6

Difficoltà: Difficile (EE)  
Dislivello: 1440 m
Tempo andata: ore 4,30
Tempo ritorno: ore 3
Partenza da: Ponte Vado La Mola  
Comune di: Norma
Per: Valle Carella, Sorgente del Rapiglio, Fianco dell’Ardicara

Dopo l’Abbazia di Valvisciolo, in direzione Bassiano, a circa 1,5 km, inizia sulla sinistra (Ponte Vado la Mola) una sterrata. Qui si parcheggia: Si seguono per intero la Valle Carrella e la Valle della Fota, entrambe percorse da un fossato che si attraversa in più punti fino a raggiungere la Sorgente La Fota. Da qui il sentiero diventa strada sterrata che in breve raggiunge la Sorgente  del Rapiglio. Dopo pochi metri dalla sorgente, si lascia la sterrata (per Passo della Fota) e si prosegue sulla destra per un fossato che via via si fa sempre più largo e meno profondo (Fianco dell’Ardicara). Giunti alla testa di valle (1310 m) ci si affaccia su un pianoro oltre al quale, senza scendere, si intercetta il sentiero N°7 che sale da Pian della Faggeta. Si piega a destra e arrivati alla Sella del Semprevisa (1335 m) si gira a sinistra; dopo aver percorso la breve cresta si arriva alla sommità.

Sentiero paesaggistico, vario e poco frequentato (sconsigliato dopo i giorni di pioggia). Selvaggio nella parte centrale. Offre numerosi scorci tipici delle faggete rade d’alto fusto. Possibilità di incontrare oltre alle già citate sorgenti, numerosi ruscelli che sgorgano dai fianchi delle valli. Panoramico solo nella parte finale dove tuttavia la vista spazia su tutta la Pianura Pontina, il Circeo e le Isole Ponziane a sud; i monti Ernici, Simbruini e Parco Nazionale d’Abruzzo a nord. Per chi ama i record questo è il sentiero con il maggiore dislivello esistente nel gruppo.

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Sentiero N°7

Difficoltà: Facile (T)
Dislivello: 700 m
Tempo andata: ore 2
Tempo ritorno: ore 1,30
Partenza da: Pian della Faggeta
Comune di: Carpineto
Per: Acqua Mezzavalle e Sella del Semprevisa

Da Carpineto, in direzione di Montelanico, si stacca una carrozzabile per Pian della Faggeta (seguire le indicazioni per Monte Semprevisa, cartello giallo); dopo 7 km circa si raggiunge il pianoro. All’imbocco di questo, sulla destra, inizia una strada sterrata che si percorre fino alla prima curva a sinistra. Lasciata l’auto, il sentiero inizia poco dopo sulla destra. Si può seguire una delle numerose ma evidenti tracce che confluiscono, dopo un breve tratto a mezza costa, in una valletta, dove inizia la faggeta. Si percorre per intero la valle, si incontra la fonte Acqua Mezzavalle, e poco dopo ci si affaccia su un pianoro che si attraversa fino ad un grosso masso. Piegare a sinistra e seguire (itinerario n°6) il sentiero fino alla vetta.

Percorso tra i più frequentati dei Lepini, suggestivo soprattutto in primavera per la ripresa vegetativa dei faggi  che danno una tenera tonalità di verde a tutto il paesaggio. Sentiero abbastanza facile che tocca prima una fonte (acqua di Mezzavalle), una valletta prativa, una grande dolina (pozzo della Neve) e le strapiombanti coste del Semprevisa.

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Sentiero N°8

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 550 m
Tempo andata: ore 2
Tempo ritorno: ore 1,30
Partenza da: Pian della Faggeta
Comune di: Carpineto
Per: Piani dell’Erdigheta e Monte La Croce

Da Carpineto, in direzione di Montelanico, si stacca una carrozzabile per Pian della Faggeta (seguire le indicazioni per Monte Semprevisa, cartello giallo); dopo 7 km circa si raggiunge il pianoro. Lo si attraversa percorrendo una sterrata fino ad un ampia curva ove si parcheggia e ci si dirige a piedi sulla sinistra per una mulattiera che dopo una breve salita incrocia la stessa sterrata, la si supera e si prosegue per una valletta prima ripida e poi in leggera salita che conduce ad una sella–balcone con ampia vista sui Monti Ausoni. Da qui girando a destra si raggiungono i Piani dell’Erdigheta (1198 m). Senza via obbligata, si sale in sequenza sul Monte Pizzone, sul Monte Erdigheta (1339 m) e sul Monte La Croce che dai Piani risultano rispettivamente a sinistra, centro e destra. Dal Monte la Croce, senza possibilità di errore si segue la larga cresta fino alla cima.

Itinerario abbastanza vario che tocca uno dei pianori più suggestivi del gruppo e permette un percorso lungo cresta con ampi scorci panoramici e paesaggistici. Questo itinerario da la possibilità di raggiungere quattro cime tra cui quella poco riconoscibile del Monte della Croce, interessante per la presenza di molti alberi secolari abbattuti dalle trombe d’aria.

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Sentiero N°9

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 720 m
Tempo andata: ore 2,30
Tempo ritorno: ore 2
Partenza da: Sant’Erasmo
Comune di: Roccagorga
Per: Piani dell’Erdigheta e Monte La Croce

Da Roccagorga una strada conduce alla Fonte dell’Arco e prosegue fino all’Eremo di Sant’Erasmo dove si parcheggia (la strada è in pessime condizioni; calcolare un’ora e mezza in più se si vuol partire dal paese). In corrispondenza di una sorgente inizia il sentiero che dopo aver attraversato dei terrazzamenti si inoltra nella faggeta: Si attraversa una cresta e un pendio sassoso fino a giungere ai Piani dell’Erdigheta. Prima di questi una breve deviazione sulla destra conduce alla fonte Acqua Valle Perti (1047 m). Dai piani si può seguire l’itinerario N°8 oppure puntare direttamente verso il Monte La Croce, attraversando i Piani stessi. Dal Monte La Croce si segue la larga cresta fino ad incontrare la cima.

Sentiero lungo (specialmente se si parte da Roccagorga) ma interessante e vario con possibilità di visitare l’Eremo e la vicina fonte. La sorgente Acqua Valle Perti, alle pendici del Monte Pizzone, arricchisce la già divertente escursione.

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Sentiero N°10

Difficoltà: Difficile (EE)
Dislivello: 1050 m
Tempo andata: ore 3
Tempo ritorno: ore 2
Partenza da: Bassiano
Comune di: Bassiano
Per: Valle Sant’Angelo e Sella del Semprevisa

Dal bivio per Bassiano, nei pressi di una croce, prendere la strada asfaltta, che sale a Camporosello e percorrerla fino al ponte di Fosso Sant’angelo (2 km dal bivio). Qui si parcheggia. Pochi metri dopo sulla sinistra inizia il sentiero (scaletta in legno) che si inerpica per la fitta lecceta della Valle Sant’Angelo, fino alla sorgente Sant’Angelo. Da qui si prosegue lungo la sterrata che conduce al pianoro di Camporosello (1195 m) da dove si sale in direzione nord, per tracce di sentiero, alla Sella del Semprevisa (1335 m) che dal basso si presenta di fronte (a destra si notano le coste del Semprevisa). Dalla sella si piega a destra e seguendo il sentiero che si tiene sulla sinistra della cresta si giunge alla vetta. Se si vogliono ammirare le ripide coste del Semprevisa si può seguire, dalla sella, l’intera cresta fino alla meta.

Sentiero panoramico solo dopo aver lasciato la fonte Sant’Angelo; offre interessanti scorci in una delle più belle e residue leccete, pressoché pura, del Versante Sud dei Monti Lepini. Da Camporesello, uno dei tanti pianori carsici presenti nel gruppo, si possono ammirare da vicino le ripide coste del Semprevisa e, poco dopo l’inizio del bosco di faggi, si può osservare una grossa pietra tonda, incisa, denominata “ Schiazza di Paolone”.

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Sentiero N°11

Difficoltà: Difficile (EE)
Dislivello: 1050 m
Tempo andata: ore 3,30
Tempo ritorno: ore 2,30
Partenza da: Sezze, loc.Suso
Comune di: Sezze
Per: Sella di Monte Forcino e Camporosello

Da Sezze, in direzione Roccagorga, dopo il bivio nei pressi del cimitero, prendere la seconda strada a sinistra poi la prima a sinistra e al bivio successivo andare dritto; da qui appare chiaramente il vallone tra Monte Forcino e Monte Fulcino. Al suo imbocco parcheggiare l’auto e percorrerlo fino a Stella di Monte Forcino: da qui, tenendosi sulla destra di un costone, si arriva per un sentiero poco visibile in località “ I querciai”, zona in leggero declivio posta tra le evidenti Valli Ota e Naforte. Il sentiero prosegue, verso destra e poi in ripida salita in direzione nord, fino ad incontrare la sterrata proveniente da Bassiano poco prima della località Camporosello; da questo  punto con l’itinerario N°10 si raggiunge la cima.

Itinerario impegnativo, con una notevole varietà di ambienti. Bel paesaggio nella zona de “I Querciai”. Per chi ha lo spirito di avventura, questo è un sentiero alternativo a quello che sale da Bassiano, certamente più comodo e rapido.

Nota: il sentiero non è segnalato in quanto non più praticabile.

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Sentiero N°12

Difficoltà: Difficile (EE)
Dislivello: 1000 m
Tempo andata: ore 3
Tempo ritorno: ore 2
Partenza da: Sezze, loc.Suso
Comune di: Sezze
Per: Valle Naforte, Acqua della Chiesa e Versante Sud

Da Sezze, in direzione Roccagorga, dopo il bivio nei pressi del Cimitero, prendere la seconda strada a sinistra; si passa a fianco del campo sportivo e si prosegue sempre diritto lungo Via della Longara sino all’imbocco di Valle Naforte dove termina la strada. Da qui a piedi sul sentiero che si trova a destra del fossato; lo si costeggia quasi interamente e dopo aver piegato a destra si arriva, con una ripida salita, nei pressi della Fonte Acqua della Chiesa, raggiungibile con una piccola deviazione (scendere per una decina di metri). Si continua lasciando l’evidente ripido vallone per aggirarlo e salire sulla larga cresta posta alla destra dello stesso. Giunti in una zona con leggero pendio si prosegue senza via obbligata verso l’evidente cresta spartiacque tra Monte la Croce e Monte Sempreviva. La si percorre in direzione ovest e in breve si raggiunge la cima.

Poco conosciuto, questo sentiero è pressoché unico per la sua caratteristica di costeggiare un fossato che dopo le piogge si gonfia raccogliendo le acque che scendono dall’impressionante anfiteatro delle coste rocciose del Semprevisa. Essendo esposto a sud, questo itinerario si presenta quasi del tutto privo di vegetazione, esclusa la parte che si percorre dopo la fonte.

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Sentiero N°13

Difficoltà: Facile (T)
Dislivello: 760 m
Tempo andata: ore 2
Tempo ritorno: ore 1,30
Partenza da: Carpineto romano
Comune di: Carpineto
Per: Passo della Fota e Le Matreagne

Da Carpineto, in direzione di Montelanico, si stacca una carrozzabile per Pian della Faggeta (seguire le indicazioni per Monte Semprevisa, cartello giallo) si sale verso Pian della Faggeta e dopo 800 m dal ristorante “ Il Faggio”, si gira a destra per una sterrata all’altezza di un tornante a sinistra. Si segue la sterrata e si parcheggia laddove questa si fa più ripida e sconnessa. Si prosegue a piedi fino ad un valico (Passo della Fota, 994 m). In corrispondenza di questo si lascia la sterrata piegand a sinistra e senza via obbligata si attraversa un tratto in lieve salita modellato da doline (Matreagne) fino ad incontrare la larga cresta spartiacque del Capreo. Tenendosi leggermente sul pendio destro si arriva alla Croce di Capreo.

Monte Croce di Capreo è un suggestivo balcone sui Lepini dove è anche possibile sostare a lungo, data la piacevole posizione e da dove si può scorgere il caratteristico paese di Carpineto Romano e in lontananza i Monti Simbruini ed Ernici. Sorge sulla cima una cappelletta sormontata da una grossa croce in ferro.

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Sentiero N°14

Difficoltà: Difficile (EE)
Dislivello: 1320 m
Tempo andata: ore 3,30
Tempo ritorno: ore 2,30
Partenza da: Ponte Vado La Mola
Comune di: Carpineto
Per: Valle Carella, Sorgente del Rapiglio e Passo della Fota

A Circa 1,5 km dall’Abbazia di Valvisciolo, in direzione Bassiano, inizia sulla sinistra (Ponte Vado La Mola) una sterrata. Qui si parcheggia. Si seguono per intero la Valle Carella e la Valle della Fota percorse da un fossato che si attraversa in più punti fino a raggiungere la sorgente La Fota. Da qui il sentiero diventa strada sterrata che in breve giunge alla Sorgente del Rapiglio. Si prosegue lungo la sterrata e al valico (passo della Fota, 994 m) si gira a destra e si seguono le indicazioni dell’itinerario N°13 fino alla cima.

Sentiero vario per la presenza di numerosi tipi di ambiente (bosco misto, ruscelletti, sorgenti, faggeta, doline). Piacevole anche per il tracciato sinuoso e poco ripido che si snoda lungo due valli pressoché solitarie.

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Sentiero N°15

Difficoltà: Facile (T)
Dislivello: 600 m
Tempo andata: ore 1,30
Tempo ritorno: ore 1
Partenza da: Pian della Faggeta
Comune di: Carpineto
Per: Acqua Mezzavalle e Cresta del Capreo

Da Carpineto, in direzione di Montelanico, si stacca una carrozzabile per Pian della Faggeta  (seguire le indicazioni per Monte Semprevisa, cartello giallo); dopo 7 km circa si raggiunge il pianoro. All’imbocco di questo, sulla destra, inizia una strada sterrata che si percorre fino alla prima curva a sinistra. Qualche metro più avanti si parcheggia l’auto; il sentiero inizia poco dopo sulla destra. Si può seguire una delle numerose ma evidenti tracce che confluiscono, dopo un breve tratto a mezza costa, in una valletta, dove inizia la faggeta. Si percorre per intero la valle, si incontra la fonte Acqua Mezzavalle, e poco dopo ci si affaccia su un pianoro che si attraversa fino ad un grosso masso. Si piega sulla destra e per tracce di sentiero si raggiunge la cresta. Dopo aver sorpassato la quota di 1471 m (Monte Capreo) è già visibile la croce in ferro, meta dell’escursione.

Itinerario molto frequentato, soprattutto nella prima parte, che raggiunge in breve tempo la terza cima per altezza (Monte Capreo) del gruppo, anche se la nostra meta è di poco più bassa, ma sicuramente più interessante.

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Sentiero N°16

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 800 m
Tempo andata: ore 2,30
Tempo ritorno: ore 2
Partenza da: Campo di Montelanico
Comune di: Montelanico
Per: La Valle Le Gotte, Monte Perentile e Le Matreagne

Da Montelanico si segue la sterrata che arriva a Campo di Montelanico (757 m). Si parcheggia all’imbocco del pianoro, dove inizia il sentiero che lo attraversa in direzione sud fino ad imboccare la Valle Le Gotte. Si percorre tutta la valle fino ad una selletta (835 m); da qui una ripida ma breve salita porta al cocuzzolo spoglio del Monte Perentile. Si prosegue nella stessa direzione e dopo aver superato una seconda altura si giunge al Passo della Fota (994 m). In corrispondenza di questo si attraversa la sterrata che proviene da Carpineto Romano e, proseguendo senza cambiare direzione e senza via obbligata, si attraversa un tratto in lieve salita modellato da doline (Matreagne) fino ad incontrare  l’evidente cresta spartiacque del Capreo. Tenendosi leggermente sul pendio destro si arriva alla Croce del Capreo.

Itinerario di medio interesse che parte dal pianoro più vasto dei Lepini; si incontrano un volubro, la sorgente La Grotticella (con una breve deviazione a quota 715 m circa), un bel bosco lungo La Valle Le Gotte e una grossa dolina in località Matreagne.

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Sentiero N°17

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 670 m
Tempo andata: ore 2,40
Tempo ritorno: ore 2
Partenza da: Gorga
Comune di: Gorga
Per: Fontana San Marino e Versante Nord

Poco prima di arrivare al centro di Gorga, in corrispondenza di una statuina, si svolta a destra per una strada asfaltata che termina un chilometro dopo, presso un serbatoio. Lasciata l’auto si percorre la sterrata che inizia qualche metro prima del serbatoio in ripida salita per portarsi in un piano appena dopo. Si segue interamente la mulattiera fino a raggiungere un fontanile (a sinistra) e un bivio (sempre a sinistra); si continua dritto fino alla Fontana San Marino (1134 m), che si supera per proseguire lungo una valletta tra i monti Alto e Pisciarello. Appena il sentiero si porta in piano, all’altezza di un dosso, si piega obliquamente a destra ove si incontra una fonte senza nome (1350 m) situata tra Monte Pisciarello e un colle secondario (direzione sud). Da questa si riscende verso un’ampia zona pianeggiante, e mantenendo la stessa direzione si raggiunge la larga cresta che congiunge il Monte Semprevisa con il Monte Malaina. Senza possibilità di errore si segue l’ampia cresta verso destra guadagnando così la vetta.

Anche se dopo aver lasciato la mulattiera il sentiero crea problemi di orientamento, essendo tra i più solitari dei Monti Lepini, l’itinerario merita di essere percorso dato che si snoda in ambienti selvaggi e di rara bellezza. Dalla cima è facile osservare il sottostante Pian della Croce, il gruppo del Semprevisa e del Monte Gemma. Sconsigliato in caso di scarsa visibilità.

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Sentiero N°19

Difficoltà: Difficile (EE)
Dislivello: 800 m
Tempo andata: ore 3
Tempo ritorno: ore 2
Partenza da: Cona di Selvapiana
Comune di: Carpineto
Per: Fonte Acqua del Carpino e Cresta Sud

Da Maenza o da Carpineto Romano si raggiunge il valico di Cona di Selva Piana (695 m) ove si parcheggia l’auto in una delle piazzole. Poco più a sud del punto più elevato si attraversa il pianoro erboso verso est fino ad intercettare, dopo un centinaio di metri, una sterrata che si lascia dove un sentiero piega nettamente a sinistra e sale a mezza costa. Si oltrepassa una spalletta erbosa e dopo una breve salita si giunge alla fonte Acqua del Carpino (913 m). Sulla destra del fontanile il sentiero si inoltra per un canalino tra alti faggi, dopo aver oltrepassato alcune capanne di pastori si attraversano, in direzione nord, una serie di conche che anticipano la sassosa Cresta Sud del Monte Malaina. La si segue sul filo fino alla cima.

Percorso per la gran parte tortuoso con problemi di orientamento ma che consente di attraversare una delle zone più impervie dei Lepini ricca di fenomeni carsici e di maestosi esemplari di faggio. Data l’esposizione, la zona è soggetta a forti e frequenti venti, oltre che violenti fulmini, tali da abbattere numerosi alberi che si possono incontrare durante l’escursione. Itinerario assolutamente sconsigliato in caso di scarsa visibilità.

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Sentiero N°20

Difficoltà: Facile (T)
Dislivello: 500 m
Tempo andata: ore 2,30
Tempo ritorno: ore 1,50
Partenza da: Gorga
Comune di: Gorga
Per: Fonte San Marino e Lontro

Poco prima di arrivare al centro di Gorga, in corrispondenza di una statuina, si svolta a destra per una strada asfaltata che termina un chilometro dopo, presso un serbatoio. Lasciata l’auto si percorre la sterrata che inizia qualche metro prima del serbatoio in ripida salita per portarsi in un piano appena dopo. Si segue interamente la mulattiera fino a raggiungere un fontanile (a sinistra) e un bivio (sempre a sinistra); si continua dritto fino alla Fontana San Marino (1134 m), che si supera per proseguire lungo una valletta tra i monti Alto e Pisciarello. Si prosegue poi passando via via piccoli pianori erbosi fino ad intercettare l’evidente sentiero che segue la piccola dorsale delimita l’altopiano sul quale ci si trova. Voltare nettamente a sinistra e percorrere la piacevole mulattiera che dopo alcuni saliscendi porta ai pianori del Lontro (1245 m) ove sorgono rifugi di pastori e stazzi. Attraversato un primo pianoro se ne raggiunge un secondo alle pendici dello Sprone Maraoni, piccola cima riconoscibile per l’aspetto spoglio. Una breve salita porta sulla punta dello Sprone.

Sentiero solitario e molto interessante paesaggisticamente soprattutto ai piani del Lontro. La caratteristica cima dello Sprone Maraoni offre un bel panorama sulla valle del Fiume sacco e i monti dell’Abruzzo. Sconsigliato in caso di nebbia.

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Sentiero N°24

Difficoltà: Difficile (EE)
Dislivello: 760 m
Tempo andata: ore 2,45
Tempo ritorno: ore 2
Partenza da: Cona di Selva Piana
Comune di: Carpineto
Per: Casale Sarana e Cresta Ovest

Da Maenza o da Carpineto Romano si raggiunge il valico di Cona di Selva Piana (695 m) ove si parcheggia l’auto in una delle piazzole. Poco più a sud del punto più elevato si attraversa il pianoro erboso verso est fino ad intercettare, dopo un centinaio di metri, una sterrata che si lascia dove un sentiero piega nettamente a sinistra e sale a mezza costa. Dopo aver risalito il ripido pendio si lascia a sinistra il sentiero che sale alla fonte Acqua del Carpino e si segue il sentiero di destra che con percorso movimentato, fra conche e dossi, giunge in località Casale Sarana. Si prosegue in direzione della larga Cresta Ovest del Salerio-Gemma che si presenta , a destra, piuttosto brulla. Poco dopo si intercetta tenendosi sempre sulla destra il sentiero proveniente da Pian della Croce (itinerario N°22). Si sale a mezza costa fino ad incontrare la tipica “Fossa delle Felci”. Da qui ci si porta, per un tracciato poco evidente, sulla visibile cresta sommitale che si percorre verso est; si supera la poco marcata cima del Monte Salerio il percorso termina in vista della croce in ferro posta poco sotto la cima.

Percorso abbastanza complicato e impervio per la presenza di numerose doline, fossi, dossi e radure che rendono difficoltoso anche l’orientamento. Sconsigliato in caso di scarsa visibilità. Tuttavia i numerosi fenomeni carsici che si possono notare rendono il sentiero quanto mai vario ed interessante.

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Sentiero N°25

Difficoltà: Media (E)
Dislivello: 750 m
Tempo andata: ore 2,40
Tempo ritorno: ore 1,40
Partenza da: Valle di Monteacuto
Comune di: Maenza
Per: Passo di Monteacuto e Cresta Sud

Da Maenza si segue la strada per Carpineto Romano e subito dopo un ponte si prende una strada asfaltata a destra che si inoltra nella Valle di Monteacuto. La si segue fino alla fontana Scifo dove si parcheggia l’auto nelle vicinanze; da lì, o poco oltre, senza via obbligatoria si guadagna il Passo di Monte Acuto (743 m) ove si trova la caratteristica chiesetta di San Luca. Volendo si può arrivare qui con l’auto e lasciarla nella piazzola più in basso. Alle spalle di questa il sentiero segue il crinale a sud del Monte Gemma. Si percorre interamente la ripida cresta e superati piccoli salti di roccia si perviene alla cima.

Dalla chiesa di San Luca il sentiero si presenta ripido ma senza alcuna difficoltà tranne che nella parte finale dove è bene prestare attenzione nella scelta dei punti di attraversamento (in ogni caso tenersi sulla sinistra della cresta) per guadagnare la cima.

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Sentiero N°29

Difficoltà: Difficile (EE)
Dislivello: 970 m
Tempo andata: ore 3,30
Tempo ritorno: ore 2,30
Partenza da: Valle Casale
Comune di: Carpineto
Per: Valle Gionara, Fossa Angeluca e Cresta Sud

Da Carpineto Romano si percorre per circa 2 km la carrozzabile in direzione di Priverno. Lasciata l’auto si scende e si attraversa prima la mulattiera che proviene da Carpineto e dopo qualche metro un fossato, quindi ci si inoltra nella Valle della Gionara tra Monte Re e Cima Gionara. Oltrepassata la Casetta Gionara, dopo una serie di piccole svolte, si arriva da una selletta (960 m) da dove si può vedere il Monte Malaina. Sorpassata la selletta si entra in un’altra valle e dove questa si biforca si segue il sentiero che a sinistra conduce all’ampia conca della Fossa Angeluca. Si prosegue in direzione della Cresta Est e, percorrendola sulla sinistra, si raggiunge la cima del Monte Malaina.

Percorso tutt’altro che agevole e raramente frequentato che permette di conoscere uno degli angoli più segreti del gruppo. Il paesaggio è certamente vario anche se predominano lecci nella parte iniziale e faggi in quella finale. La natura del terreno non è tra i più agevoli, si consiglia pertanto di procedere con pazienza e cautela.

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