Bassiano Monti Lepini

Bassiano

Introduzione

Immersa fra boschi di faggi, querce e lecci, la deliziosa forma tortile di Bassiano, cittadina accoccolata come una chiocciola su una cresta delle ultimi pendici lepine, sorprende i visitatori con un inatteso senso di intimità e di calore. Eppure sono mura castellane quelle carezze di pietra che si avvolgono verso la cima, erette a scopo di difesa dai Caetani nel XIII sec. Attraversate le tre porte urbiche, una cascata di scalette, vicoli e passaggi permette di raggiungere agevolmente l’acme cittadino, dove siedono la chiesa di S. Erasmo e la piazza della Torre Civica. Tutt’intorno, le case-torri tipiche del territorio, pietra e pietra contro il cielo. La vista esplode poi sulla sottostante, verde piana dalla terrazza del belvedere, per i declivi punteggiati di ulivi, i boschi, e le onde delle colline. Secoli, millenni di storia sembrano echeggiare come un interrogativo fra i rilievi del paesaggio che fu attraversato da eserciti, re e imperatori. L’aria è profumata, trafitta dal canto degli uccelli.

Cenni Storici

Come molti altri centri lepini Bassiano perde le sue origini nella leggenda, che la vorrebbe addirittura fondata dall’imperatore Caracalla. In effetti è possibile qualche legame con un’area derivata dal castrum latino di Acquaputrida, nelle cui vicinanze era attestata una villa dell’imperatore Caracalla, ma anche in tal caso l’attuale città deve aver avuto origine da una migrazione tardiva, probabilmente una comunità di pastori e contadini in fuga dai pericoli e dalle violenze del fondovalle di un turbolento X sec.

Il primo documento storico a citare Bassiano, a ogni modo, risale al 1169, e fa riferimento al recupero del castrum sottratto con l’inganno da un certo Gregorio Leonis al principe locale.
Per aver fronteggiato l’avanzata di Federico II, Trasmondo Annibaldi si conquistò il titolo di Signore di Bassiano nel 1240. È il secolo dell’accesa spiritualità francescana che influenzerà il territorio irradiandosi dalla grotta della Selva Oscura, attorno alla quale sorgerà il Santuario del Crocefisso. Nel 1297 subentrarono nel controllo della città i nobili Caetani, che nel 1313 espansero il loro dominio fino a Ninfa, Norma, San Donato e San Felice, e ressero ininterrottamente la città sino alla fine dell’era feudale, con l’unica parentesi – breve e sanguinosa, e che riguardò l’intera Italia centrale – del decennio 1492-1502: il tempo dei Borgia. Furono i Caetani a racchiudere la città nel suo manto protettivo di mura. Nel 1541 Camillo Caetani concede gli statuti di Bassiano. Nel 1554 Bonifacio fa erigere il palazzo baronale.

La fine dell’era feudale a Bassiano giunse assai tardivamente, addirittura postuma, verso gli inizi dell’Ottocento, sostituendo le prerogative di signoraggio guerriero con quelle della rendita fondiaria e mantenendo tuttavia una gerarchia giuridica antica fra il duca (l’ultimo, Francesco V Caetani) e i suoi sudditi. Più che segno di arretratezza si tratta dell’effetto di un raro equilibrio bionomico, una resilienza residuale al margine delle grandi trasformazioni che con la modernità investiranno il resto d’Europa travolgendone assetti sociopolitici ed ecologici.

La modernità irromperà finalmente appieno a Bassiano con le sue guerre e lo spopolamento. Una popolazione contadina unita di 2400 anime perderà fra le trincee cinquanta giovani soldati tra il 1915 e il 1918, e oltre trenta fra il 1940 e il 1945. La meccanizzazione agricola e l’industria faranno il resto, divaricando quelle ferite, importando in paese gli addii, la quiete triste del declino demografico.

Arte e Cultura

La struttura urbanistica dell’attuale centro storico, dalla forma circolare ruotante, scandita da nove torri e tre porte, si sviluppa attorno ad un ideale centro rappresentato dal vecchio castello, oggi la Torre, risalente all’XI sec.

Gli edifici storici più rilevanti del centro, sia medievali che rinascimentali, sono: il Palazzo Caetani, la Collegiata di S. Erasmo, patrono della città, le chiese di S. Nicola e S. Maria. Il Palazzo Caetani, sede del Comune, ricorda ancora la dominazione feudale dei principi della città.

Bassiano è il paese natio di Aldo Manuzio, il famoso editore cinquecentesco che la città ricorda con un busto posto a ridosso della cerchia muraria e col Museo Aldino della scrittura. Questo espone diverse opere dell’illustre umanista ed editore contestualizzate in una rassegna storica ed antropologica del fenomeno della scrittura, nelle sue molteplici forme ed espressioni. Il museo approfondisce in che modo tecnica e tecnologia siano al cuore dei vari processi genetici e trasformativi della cultura “storica” nella quale viviamo, e indaga i diversi rapporti e le prospettive che, ad ogni innovazione, emergono fra la parola scritta e quella orale. Molto interessante la raccolta di esempi di scritture marginali locali, come quelle dei pastori o dei graffiti rupestri.

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Enograstronomia e Prodotti Locali

Il sapore intenso, fragrante e dolce che rende famoso il prosciutto di Bassiano deriva da tre ingredienti: carne selezionata; aria profumata di erbe aromatiche e boschi (è questo l’unico prosciutto in Italia stagionato “a finestre aperte”); sale. La zona tipica di produzione comprende il solo comune di Bassiano dove il microclima sopracollinare e la particolare esposizione ai venti del Nord concedono una stagionatura particolarmente raffinata, che dura sempre almeno dodici mesi. La forma caratteristica, allungata del prosciutto di Bassiano, facilita il processo di salagione ed è una componente importante per il raggiungimento del sapore inimitabile di questo prodotto.

Manifestazioni, Folclore, Eventi e Tradizione

La terza domenica di Gennaio si festeggia a Bassiano la caratteristica Sagra delle Coppiette e delle Lacchene con degustazioni dei prodotti nel borgo.

Il patrono cittadino è ricordato la seconda domenica di Giugno, con la Festa di S. Erasmo.

L’evento noto che caratterizza la tradizione gastronomica del paese è la Sagra del Prosciutto che si svolge nel mese di Luglio e offre degustazioni e visite guidate nei locali di produzione. Nella stessa occasione si svolgono all’interno del paese la mostra mercato dell’artigianato lepino, la rassegna fotografica su arti e tradizioni locali e la corsa de’ gli porci.

Bassiano offre infine una rassegna di musica classica che si tiene presso la Chiesa di S. Nicola dal 20 Luglio al 10 Agosto, il “Bassiano Music Festival” (Premio Antonio Cifra).

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Sport e Natura

Bassiano è circondata da boschi e uliveti, splendida cornice naturalistica a corse in bicicletta, passeggiate, escursioni e ad una piccola falesia, divenuta famosa proprio per la sua grande bellezza fra gli appassionati dell’arrampicata libera. Offre un campo sportivo e una polisportiva amatoriale.