Norma

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Introduzione

La città di Norma si affaccia sulla gloria del versante pontino, a picco sull’ultima propaggine dei Monti Lepini, un’erta parete rocciosa che fa da discrimine fra il microclima mediterraneo e quello appenninico del territorio Lepino. La si raggiunge dall’interno lungo strade dalle volte frondose, per poi ritrovarsi all’improvviso a salire per tornanti solari, dove cresce il fico d’india e la roccia s’indora dei riflessi del tramonto sul mare. Anche l’aria ha un profumo diverso da quello che si respira fra i borghi d’entroterra. Guardando in su, verso la cittadella arroccata su tanta bellezza, si vedono spesso remigare nell’aria le vele colorate degli sportivi che da ogni parte del mondo vengono a Norma per praticare il volo libero con parapendio. Tranquilla come una cittadina di 4000 abitanti può essere, accogliente e ospitale, ha sulla sua sommità una capace e molto attiva struttura alberghiera, ricavata dall’ex seminario. Vento fresco e panorami immensi sono i caratteri dominanti del paesaggio, che devono aver influenzato l’attitudine della comunità, aperta al forestiero, all’innovazione, al futuro, ma anche alla contemplazione del passato e della tradizione. È significativo che la città attuale, di fondazione medievale, conservi ai propri confini i resti dell’antica Norba (IV sec. a.C.), e guardi dall’alto la collezione di rovine “più graziosa della stessa Pompei” (Gregorovius), l’Oasi naturalistica di Ninfa.

Cenni Storici

Precedute da insediamenti Volsci ed Etruschi intorno al 1000 a.C., le origini della città denominata Norba risalgono al IV secolo a.C., quando i Romani decisero di far fronte alla potenza del popolo dei Volsci stabilendosi sui Monti Lepini. Fu costituita così la nuova colonia di Norba come roccaforte nel territorio pontino.

La città annovera fra i suoi figli il console Caio Giunio Norbano (I sec. a.C.) al quale si deve la prima legge che riconobbe la possibilità di affrancamento degli schiavi (Lex Junia Norbana).

Durante la guerra civile tra Mario e Silla Norba prese le parti di Mario, con esiti nefasti. La leggenda vuole che i norbani, piuttosto che arrendersi alla crudeltà del nemico, preferirono incendiare il paese ed uccidersi. Di fatto il generale Emilio Lepido la distrusse nel 79 a.C. e la città non fu più ricostruita.

Occorre attendere l’età altomedievale perché a circa un chilometro di distanza dalle rovine di Norba si sviluppi il primo nucleo dell’odierna città di Norma. I resti antichi si sono conservati e sono oggi visitabili con una passeggiata ai confini della città, che ritrova così lo specchio delle proprie origini nel paesaggio quotidiano.

Durante il Medioevo Norma dipendeva dall’Abbazia di Valvisciolo e da allora ha veduto succedersi fra i suoi signori i Tuscolo, i Frangipane, gli Orsini, i Colonna e – i più duraturi, oltre tre secoli – i Caetani. Nel Seicento la cittadina divenne proprietà della famiglia Borghese, che la governò fino all’unità d’Italia.

I Caetani diedero al centro storico un’impronta urbanistica nuova, quella che ancora oggi possiamo ammirare, intorno al 1530. Il Corso, dove oggi gli abitanti di Norma si incontrano a passeggio, è invece moderno, costruito a fine Ottocento.

Arte e Cultura

Nell’area della città morta si scoprono basamenti di templi, terrazzamenti sostruttivi, tratti di stade basolate, passaggi sotterranei e cisterne. Le rovine rendono chiaro il caratteristico impianto urbanistico antico, articolato in una serie di terrazze, dominate scenograficamente da due alture dette dell’Acropoli maggiore e dell’Acropoli minore, che ospitavano due complessi sacri. Anche le poderose mura in opera poligonale dell’antica Norba hanno attraversato i millenni mantenendo uno stato di conservazione impressionante, forse l’esempio migliore di architettura megalitica in Italia; in essa si aprivano quattro porte, la più grande delle quali – la Porta Maggiore – mostra ancora oggi la sua potente struttura difensiva.

La Chiesa della SS. Annunziata rappresenta uno dei monumenti artistici più importanti del paese. Risalente al tempo di Bonifacio VIII, venne in seguito ampliata nel 1533 dalla famiglia Caetani. Composta da una navata centrale e due laterali, fu affrescata nel 1945 su tutta la volta centrale da un prete carmelitano, padre Annibale Gabriele Saggi, uno dei più valenti artisti normesi. All’interno un meraviglioso dipinto ad olio su tavola di scuola quattrocentesca attribuito a Lello da Velletri, e dello stesso autore l’affresco di S. Barbara. Nella navata destra si trova anche la Cappella della Madonna del Rifugio, dichiarato Santuario Mariano nel 1967; qui è conservato un dipinto anonimo, copia della Madonna della Quercia venerata a Montepulciano, attribuito alla scuola di Raffaello.

Interessanti sono la Chiesa del Carmine risalente al 1781 ma completata, dopo vari ampliamenti, solo nel 1912, e la Chiesa di S. Angelo del Mirteto, costruita nel 1183 in una grotta carsica situata sul fianco occidentale del monte su cui si erge il paese, accessibile solo attraverso un sentiero che parte dalla strada e costeggia l’Oasi di Ninfa.

Norma offre un Museo Civico Archeologico Virtuale che fa uso della tecnologia più moderna per illustrare ai visitatori la vita dell’antica Norba e, forse un po’ a sorpresa, un piccolo Museo del Cioccolato, iniziativa privata di un’azienda dolciaria locale che riesce tuttavia a ospitare e deliziare migliaia di bambini ogni anno.

Enogastronomici e Prodotti Locali

I prodotti tipici di Norma sono significativamente l’olio di oliva e le castagne, a conferma della condizione climatica straordinaria del territorio circondato da castagneti ma anche ricco di oliveti sia nella parte montuosa che ai piedi del paese. Da notare che la raccolta delle olive viene ancora oggi svolta con sistemi tradizionali.

I normani vanno inoltre fieri della loro buona pasta all’uovo fatta in casa, ovvero la ramiccia, realizzata a mano con lavorazione tradizionale. Merita una menzione il cioccolato, entrato nel paniere locale dagli inizi degli anni ’80 grazie all’industriosità di una locale azienda dolciaria.

Manifestazione, Folclore, Eventi e Tradizione

Norma è un paese dove le tradizioni e gli eventi folcloristici caratterizzano quasi ogni mese dell’anno.

Apre la festa di S. Antonio Abate il 17 gennaio con la caratteristica benedizione del pane e degli animali. Seguono, tra le varie occorrenze minori, la processione del Cristo Morto nel Venerdì Santo e la bellissima infiorata del Corpus Domini.

Il Norbanus Festival, festival internazionale del folclore, si svolge nell’ultima settimana di Luglio e allieta i vicoli del paese con danze e musiche folk da tutto il mondo. L’evento si ripete nel suo gemello – il Norbensis Festival – durante l’ultima settimana di Agosto. Nei mesi estivi spiccano ancora per importanza il Palio dei Comuni (prima domenica di Agosto), la Festa di S. Rocco (15-23 Agosto) e la Festa della Madonna del Rifugio, dal primo sabato di Settembre.

Nel mese di Ottobre ha luogo la Sagra delle Castagne, dove persino gli stand sono realizzati con rami di castagno. Il 4 dicembre ha inizio la settimana di festeggiamenti in onore della patrona e protettrice della città, S. Barbara.

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Sport e Natura

Per la sua conformazione a picco su uno strapiombo di 450 metri e per la favorevole condizione dei venti, Norma è meta prediletta degli appassionati del volo con parapendio, e ospita anche una scuola di tale sport, tanto che le belle vele colorate compongono ormai altrettanto parte del paesaggio quanto i falchetti e i colombacci.

La città offre uno stadio di calcio comunale in erba sintetica di terza generazione (la squadra locale ha collezionato diversi successi anche a livello nazionale), un campo di calcio a 5 in erba sintetica, un campo di pallavolo e uno di basket, una palestra polivalente, piscine, e percorsi campestri per attività di fondo e mezzo-fondo.

Luogo adatto alle escursioni, Norma esalta al massimo la fusione dell’esperienza naturalistica e culturale tipica del territorio. Raggiungere a piedi “il balcone dei Lepini”, come è stata definita la città, attraversarne il parco archeologico, lanciarsi a volo sulla piana sottostante, visitare la bellissima Ninfa dove i reperti storici sono incorniciati nello splendido giardino che ne fanno una delle oasi naturalistiche più belle d’Europa, unisce sport, escursione, e viaggio culturale.