Sezze Monti Lepini

Sezze

Introduzione

Il Comune di Sezze sorge a 319 metri sul mare sulle pendici del Monte Semprevisa, ultima propaggine dei Lepini prima della pianura Pontina. Spira il vento dal mare, riscaldando la città con miti carezze d’inverno e rinfrescandola d’estate. Lo stemma di Sezze espone con l’immagine di un leone il riferimento al mito di fondazione, secondo il quale il divino Ercole avrebbe costituito la città dopo aver vinto il popolo laziale dei Lestrigoni. In effetti la stessa Setia fu molto probabilmente un avamposto latino in territorio volsco. La prima notizia storica che ne abbiamo deriva da Velleio Patercolo che spiega come nel 382 a.C. Roma vi inviasse una colonia romana, della quale è facile comprendere il ruolo strategico. Marziale e Giovenale ne lodano il vino, segno che in tempi di pax italica la località divenne un luogo assai godibile, come d’altronde testimonia la nascita di diverse ville patrizie. La città presenta stratificazioni molto complesse, dalla lettura interessante. Intorno alla città, prossimi alle mura poligonali del V sec. a.C. si trovano reperti archeologici che documentano la presenza dell’uomo nella fase finale del paleolitico; diverse rovine romane fanno corpo a sé o si uniscono a strutture medioevali e rinascimentali che contribuiscono per gran parte al carattere della città, la quale tuttavia, a tratti, ha guizzi nettamente distinti di epoca moderna, barocca, gotica.

Cenni Storici

Durante la seconda Guerra Punica Sezze fu scelta per custodire i prigionieri cartaginesi data la sua posizione isolata e fortificata.
Nella guerra tra Mario e Silla i setini si schierarono con il primo e per questo furono duramente puniti dal vittorioso Silla con incendi e saccheggi.  Nell’alto medioevo ebbe sorte travagliata in quanto si veniva a trovare lungo l’unica via di comunicazione ancora utilizzabile tra la pianura e la regione ultramontana, la pedemontana volsca. Nel 956, affrancatasi dall’amministrazione papale, si organizzò come libero comune dandosi usi e leggi proprie.  A metà dell’XI sec. S. Lidano d’Antena – futuro patrono della città – fondò a Sezze il monastero benedettino di S. Cecilia. I monaci si impegnarono a bonificare la parte acquitrinosa della valle, rendendola fertile e adatta alla coltivazione, e in questo felice periodo di fioritura la città giunse a ospitare ben tre pontefici: Gregorio VII (1073), Pasquale II (1116) e Lucio III (1182).  Il Trecento fu caratterizzato da conflitti territoriali con le vicine Sermoneta, Priverno, Bassiano e Carpineto, che toccarono il culmine nel 1381 quando Sezze venne conquistata dalle truppe della famiglia Caetani. Il casato sottopose la città a dodici anni di soprusi fino a quando una rivolta popolare non ne ebbe ragione riuscendo a scacciarlo.  Nel 1656 la popolazione setina risultava dimezzata a causa della peste e delle continue scorrerie delle truppe spagnole e austriache. A dimostrazione della resilienza e del carattere della città, tuttavia, bastino due aneddoti: già nel 1690 la fondazione di una delle prime società scientifiche d’Italia, l’Accademia degli Abbozzati; e la ribellione, nel 1798, contro le truppe napoleoniche messe in fuga dalla città con grave scorno e minaccia di feroce vendetta, sedata con una forte somma di denaro. Non si può dimenticare la distruzione di chiese e palazzi del centro storico provocate dai bombardamenti americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Bisogna inoltre ricordare i setini come protagonisti delle grandi lotte per l’emancipazione e per la libertà dall’inizio del secolo al periodo fascista e dal dopoguerra ai nostri giorni.

Arte e Cultura

Circondata dalle mura poligonali del IV sec. a.C. che ne fecero una città “pelasgica” secondo gli studiosi settecenteschi, Sezze vanta un grande patrimonio artistico, il cui vertice è forse rappresentato – fra le 19 chiese cittadine – dalla splendida Cattedrale di S. Maria. Elevata nel XIII secolo sulle rovine di una chiesa romanica, di questa inverte arditamente l’ordine costruttivo, aprendovi il portale d’ingresso in quella che era precedentemente l’abside. In tal modo questa aggetta col suo corpo semicilindrico dalla nuova facciata a corpo retrostante. L’interno – liberato dalle superfetazioni seicentesche grazie a un restauro moderno – è di un gotico squisitamente francese, secondo la rivisitazione cistercense che nel Duecento si espande come un’onda spirituale da Fossanova per tutta l’Italia centrale. La cattedrale conserva importanti tele e sculture lignee di epoca soprattutto seicentesca.  A pochi metri dalla Cattedrale si trova la Chiesa del Bambino Gesù, dall’architettura tipicamente barocca come anche la Chiesa di S. Pietro che espone diverse opere del pittore Giuseppe Turchi. Nella Chiesa di S. Lucia, edificata nel XIII sec., bellissimi sono gli affreschi di scuola giottesca. Sezze può sembrare al visitatore una battigia dove la risacca della storia ha lasciati, quasi alla rinfusa, i reperti di epoche diverse. I resti di un ponte del II sec. a.C. e di una villa romana, fortificazioni medioevali come la Torre dell’Acquapuzza, la Torre dei Pani, e il Castello di Trevi, chiese ed abitazioni trecentesche, rinascimentali e barocche, monumenti ottocenteschi, e persino ripari preistorici a poca distanza dalla città, memorie sovente in stato di abbandono e prive di indicazioni puntuali. Lo stesso Antiquarium Comunale, il più antico museo dei Monti Lepini, raccoglie reperti diacronici che spaziano dalla preistoria al medioevo. La città offre insomma al visitatore un campo di esplorazione aperto, e lo stimola a un atteggiamento di conquista per raggiungere una comprensione organica d’un corpo apparentemente disfatto sul filo della storia: un’esperienza di viaggio autentico che ha il sapore tutt’altro che provinciale della postmodernità.

Enogastronomia Prodotti Locali

Vanto di Sezze è il carciofo dall’aspetto tondeggiante e senza spine, morbido e dalla caratteristica fragranza, che cresce nel microclima particolare del territorio al riparo dai venti del nord ed esposto alla brezza marina. La zuppa di carciofi, il carciofo fritto alla giudia o stufato alla romana con la mentuccia sono fra le più classiche ricette che è possibile degustare nei ristoranti e nelle case di Sezze, magari accompagnati dalla zuppa bazzoffia con verdure di stagione o dalla zuppa di fagioli.  Il pane casareccio di Sezze e la pizza al mattone a base di farina di mais sono giustamente molto apprezzati. Sezze vanta anche una buona tradizione dolciaria che offre ciambelle al vino e all’acqua, crostatine di visciole, dolcini alla ricotta detti caciate, frittelle all’uovo (zippole), castagne cotte all’alloro, biscotti al limone, pagnottelle alla Sambuca, amaretti, e il classico tortolo.

Manifestazioni, Folclore, Eventi e Tradizione

Rinnovando un’antica tradizione medievale ogni Venerdì Santo la città rappresenta la Passione di Cristo con folta e sentita partecipazione di popolo, mentre nel mese di Aprile si anima per la Sagra del Carciofo, un prodotto di eccellenza del territorio che è entrato a pieno diritto nell’immaginario dell’identità setina, sia per la sua innegabile qualità che per la cultura gastronomica della quale è stato fatto protagonista dalle ricette locali. La terza domenica di Maggio viene festeggiata la Sagra della Bazzoffia, la nota zuppa lepina a base di verdure, mentre la prima domenica di Agosto è il turno della Sagra della Zuppa di Pane e Fagioli.
L’Estate Setina si svolge a Luglio ed Agosto, quando ricorrono anche i festeggiamenti dei santi patroni Carlo e Lidano.

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sacra-rappresentazione-sezze Sagra del carciofo a Sezze

Sport e Natura

Ideale per chi ama la natura e le camminate all’aria aperta sono le escursioni sul Monte Semprevisa, il più alto della provincia, che domina la collina sottostante e la pianura pontina fino al mare. Una straordinaria varietà di flora e di fauna arricchisce il paesaggio che offre meravigliosi ed emozionanti scorci ad ogni stagione.