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Civiltà Lepine Sezze: Rassegna teatrale sugli aneddoti della tradizione setina.

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Tradizioni popolari di Sezze

Lo scrittore e drammaturgo francese Honoré de Balzac era solito affermare: “Se vuoi essere universale scrivi del tuo paese”.
Il danno maggiore che potesse capitare alla straordinaria cultura setina è stato quello di importare acriticamente tutto ciò che veniva da fuori e abbandonare, tutto il ricco patrimonio accumulato attraverso secoli di lavoro e di esperienze comunitarie.
Lo stesso dialetto è ormai un fatto di folclore, si conserva la fonia, ma il lessico è quasi finito e per sempre. Le giovani generazioni non lo parlano più.
Purtroppo si assiste al triste fenomeno dell’uso del dialetto per far ridere, per raccontare alcune barzellette o per macchiette di costume, declassato al solo ruolo buffonesco. La valenza comunicativa del “sezzese” è ormai un ricordo del passato.
Tra le tante tradizioni ricordiamone alcune del secolo scorso. Nella società setina erano presenti dei personaggi (novelli giullari), noti ed apprezzati da tutti per la loro capacità di criticare le negligenze e il cattivo operato dei “Potenti” pur con il sorriso sulla bocca: “castigat ridendo mores”.
Le “filastrocche” rimate e divertenti che Minestrino componeva – ipso facto – in dialetto per stigmatizzare in allegria l’arroganza dei commercianti verso i poveri contadini erano immediatamente fatte proprie da tutto il popolo.
Un altro “giullare” famoso di Sezze è stato Farza, il quale in risposta all’Amministrazione comunale che per la ricorrenza del Santo Patrono Lidano non aveva organizzato il tradizionale concerto bandistico in piazza, preparò “un concerto” eseguito da decine di ragazzi che “suonarono” in piazza utilizzando trombe realizzate con steli di zucca fra l’ilarità generale. L’anno seguente il concerto bandistico si tenne regolarmente. Il messaggio di Farza era stato ben compreso.
Piace ricordare il complesso ricco mondo delle favole meglio conosciute con il nome di “stórie”, da non confondere con le stòrie nazionali. Generalmente la nonna, un familiare più anziano, un vicino affabulatore raccontavano ai bambini davanti al focolare “stórie” affascinanti, inverosimili, ma soprattutto paurose. Di questo mondo fantastico entravano a far parte anche le “anime sante”, “Giovagni senza paura”, le persone morte in modo violento, che ad una data ora della notte si palesavano ai vivi. In alcuni vicoli e in certi luoghi del centro storico di Sezze, noti per le apparizioni di esseri soprannaturali.
La società contadina in cui tutti si conoscevano e si rispettavano, è ben rappresentata in forma accattivante da commedie scritte da autori locali. Pur nelle difficoltà della vita quotidiana la famigliola che gioca a tomboletta in serenità la Vigilia di Natale rappresenta un mondo scomparso per sempre.
Ci si augura che con le iniziative promosse dalle Istituzioni pubbliche si possa contribuire, anche se in piccola parte, alla salvaguardia della peculiare cultura di Sezze e del suo dialetto.

Luigi Zaccheo

Il Comune di Sezze con questo progetto mira a valorizzare il patrimonio culturale, artistico, monumentale e documentale, attraverso il coinvolgimento dei cittadini in un processo di dialogo, collaborazione e crescita imperniato sulla comune appartenenza ad un territorio ricco di storia millenaria, usi e costumi che vanno tutelati e conservati, nonché tramandati alle nuove generazioni.

  1. COMPAGNIA TEATRALE NEMEO: C’ERA ‘NA ‘OTA A SEZZE…MINESTRINO;
  2. COMPAGNIA TEATRALE PARSIFAL: QUESTA PANTASIMA;
  3. COMPAGNIA TEATRALE I TURAPITTO: NATALE A CASA DI PAPPINO (Preparativi di Natale);
  4. COMPAGNIA TEATRALE GIOTTO: I CONTADINO ‘I AUCATO E…

Compagnia Teatrale NEMEO
C’era ‘na ‘ota a Sezze… Minestrino

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Con questa parodia si vuole riportare alla memoria Alessandro Spirito, noto alla comunità setina per il suo grande impegno nella parrocchia di San Lorenzo, verso la quale Minestrino, questo era il suo soprannome, nutriva grande interesse e dedizione occupandosene in pieno anche con l’aiuto di altri parrocchiani come, ad esempio, Elena Ficacci, meglio conosciuta come Eleonuccia. Sulla scena, uno dei vari aneddoti che vedeva Minestrino protagonista, secondo il quale egli parlò con San Carlo nella chiesetta di San Lorenzo. Minestrino, infatti, sosteneva di intrattenere lunghi dialoghi con il Santo, motivo per cui, se da un lato suscitava la risata di qualcuno, agli occhi di molti appariva invece come un privilegiato.

Compagnia teatrale Parsifal
Questa Pantasima

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La leggenda della Femminuccia poteva essere perduta per sempre… Il fantasma di Sezze, abitante del leggendario vicolo della Femminuccia ha un’ultima occasione per non essere cancellata dalla memoria. Sarà grazie al ritrovamento di un libro che la nostra Pantasima non sparirà del tutto.

Compagnia Teatrale i Turapitto
Natale a casa di Pappino
(preparativi di Natale)

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Commedia dialettale scritta e diretta da Piero Formicuccia. La commedia è ambientata sul finire degli anni ‘60 in una tipica casa del centro storico. Il protagonista indiscusso è il Natale e, in particolare, la sera della Vigilia. Numerosi i riferimenti agli aneddoti e alle tradizioni di Sezze. Il finale è allietato dalla tipica tombola in sezzese e da una tavola imbandita a festa. 

Compagnia Teatrale Giotto
I contadino, ‘i aucato e…

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Commedia dialettale di Alberto Ottaviani ricca di aneddoti, usi, costumi e tradizioni del Paese. La storia: Sezze degli anni ’60, il povero Antonio viene accusato di aver approfittato di una zitella durante i lavori nei campi, cosa molto grave visto che quest’ultimo è anche sposato. Antonio si rivolge dunque ad un avvocato per farsi difendere ma…

introduzioni storico-artistico-culturali a cura del Prof. Luigi Zaccheo
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