Blog Single Post

ultima-cena-sermoneta

Il Convivio nell’arte Lepina

All’interno di questo articolo ci soffermeremo sul valore del cibo e della tavola intesa come convivio. Il rapporto dell’uomo con il cibo ha costituito, e tuttora costituisce, uno dei grandi temi nei confronti delle arti visive, sia per il valore simbolico sia per quello sociale. Ha prodotto nei secoli un grande numero di opere religiose e profane, spesso di immediata comprensione, talvolta criptiche e fondamentalmente allegoriche. Nel territorio Lepino, a Bassiano, Sermoneta e Maenza, tre affreschi raccontano tre storie “esemplari”. Le prime ci mostrano la tavola come luogo di passaggio verso il Verbo incarnato e momento del commiato estremo; l’ultima ci conduce all’intimo dolente dialogo tra la madre e il figlio.

Bassiano – Il banchetto di Erode (XV secolo)

La chiesa di San Nicola presenta un affresco raffigurante l’iconografia del Banchetto di Erode, in cui viene ricordata la decapitazione di San Giovanni Battista. La figlia di Erodiade, istigata dalla madre aveva richiesto la testa di Battista sopra un piatto.  Nel Banchetto di Erode presente a Bassiano la narrazione è affidata ai protagonisti situati sul fondo di una tenda azzurra. Da sinistra si riconoscono, il servitore che porta al tavolo il piatto con la testa del Battista, Erode Antipa, Erodiade mentre sulla destra la figura di Salomè. Lo stile dell’intera composizione rimanda ad un gusto ancora medievalista con tre, di tutte le figure della composizione, che appaiono più grandi. Erode Antipa ed Erodiade con le grandi corone che cingono le loro teste e la figura di un uomo inorridito che è probabilmente il committente, poiché posto alla stessa altezza e grandezza delle figure precedentemente citate.

banchetto-di-erode-bassiano

Sermoneta – Ultima Cena (1582)

All’interno del Convento di San Francesco a Sermoneta è custodito un affresco con l’iconografia dell’Ultima Cena, la scena del convivio si svolge attorno ad una grande tavola ovale al cui centro spicca l’Agnello di Dio che viene sfiorato da Cristo nel momento in cui diviene consapevole del tradimento di Giuda. Durante il Convivio sono presenti i dodici apostoli, oltre che San Bernardino da Siena e San Francesco d’Assisi che completano la scena ai lati bassi dell’opera. Quest’ultima è databile al 1582 ma non è ancora identificabile l’autore anche se si è ipotizzato il nome di Liotardo Piccioli.

ultima-cena-sermoneta

 Maenza – La Madonna delle Ciliegie (XV secolo)

La Madonna delle Ciliegie è un affresco rinvenuto all’interno della Chiesa di San Giacomo di Maenza nel 1975. Dopo un lungo lavoro di restauro è stato posto nella chiesa di Santa Maria Assunta. E’ probabile che la Madonna delle Ciliegie facesse parte di una più grande composizione con una Sacra Conversazione, di cui visibile solo alcune tracce ai lati. L’iconografia della Vergine con bambino era molto diffusa sul territorio Lepino, il dipinto di Maenza, però, è particolare per l’uso delle ciliegie tipica prelibatezza del territorio maentino che fungono nel dipinto da simbologia del sangue versato di Cristo sulla croce. Maria indossa un ampio manto rosso e poggia i piedi su un cuscino. Alle sue spalle una tenda, simbolo dell’Arca dell’Alleanza.

madonmna-delle-ciliegie-maenza
Testi di riferimento: “Quando il cibo si fa arte” di Vincenzo Scozzarella
Articolo di: Sofia Ciobica e Aurora Ceccacci 

0 Comment