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Possiamo ritenere che, dopo molti anni di attività in cooperazione istituzionale, il territorio dei Monti Lepini possa ora ottenere un vantaggio significativo nell’adozione di un Marchio del territorio.  In termini sostanziali dobbiamo trasformare i concetti su cui stiamo lavorando da anni in segni visibili e comprensibili  a tutti, quindi: l’identità del territorio in identità di marca (brand identity); l’immagine a cui ricorriamo per riconoscere il territorio in immagine di marca (brand image); poi dobbiamo adottare modalità di gestione della Marca e un progetto di posizionamento.  Secondo la più diffusa definizione teorica “la Marca è un nome, un termine, un segno, un simbolo o qualunque altra caratteristica che ha lo scopo di far identificare i beni o i servizi di un soggetto e di distinguerli da quelli degli altri soggetti”. La Marca  territoriale, quindi, può essere definita come “un nome e/o un simbolo (logo o marchio) caratterizzante, che identifica un’area e la differenzia dai territori concorrenti, rappresentando la sintesi degli

elementi oggettivi, cognitivi, valoriali, emozionali dell’offerta”. E’ bene ricordare che un primo lavoro in questa direzione c’è stato, sul finire degli anni ’90, a cura del consorzio Ecetra che era formato dai Comuni dei Monti Lepini dell’Area romana. Da quel lavoro è emerso il simbolo della ‘capanna lepina’ come elemento grafico di riconoscibilità del territorio. Si potrà verificare, durante l’implementazione di questo lavoro, la sua eventuale riutilizzabilità.  E’ chiaro che la Marca del territorio risulterà idonea a rappresentare in modo unitario le componenti di offerta del territorio non soltanto quando saranno opportunamente scelti gli elementi che costituiscono la Marca, ma anche quando il brand stesso sarà opportunamente veicolato e recepito dai destinatari.  I destinatari, in questo caso, sono innanzitutto i Comuni appartenenti all’area dei Monti Lepini e tutti gli istituti pubblici collegati all’attività dei Comuni; poi le imprese di produzioni tipiche locali che potranno adottare la Marca in aggiunta ai loro segni distintivi e come strategia di rafforzamento dei legami territoriali; infine le imprese che hanno caratteristiche di tipo turistico quali, per es. imprese ricettive, imprese della ristorazione, imprese di servizi pubblici, imprese di trasporto pubblico, etc.. La sfida sarà quella di trovare soluzioni in grado di soddisfare i diversi stakeholders del territorio realizzando quei necessari adattamenti alla comunicazione pubblica istituzionale finalizzati a qualificare definitivamente il territorio dei Monti Lepini in termini anche di destinazione turistica.

Arca sapori monti lepini

Il progetto dell’Arca dei Sapori dei Monti Lepini rappresenta una implementazione del rapporto avviato e sottoscritto con un Protocollo di Intesa nell’occasione di EXPO 2015 con Slow Food Italia. Secondo le parole di Carlin Petrini, Presidente di Slow Food, “l’Arca dei Sapori nasce per difendere dal diluvio della globalizzazione, raccogliendo i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni delle comunità locali”. Partendo da questa affascinante dichiarazione stiamo sviluppando, in collaborazione con la Condotta Slow Food di Sezze, Norma e Bassiano che si avvarrà della cooperazione delle Condotte Slow Food di Priverno e Slow Food di Cori-Giulianello, un progetto di valorizzazione del paniere dei prodotti locali più legati alla cultura e alla tradizione delle nostre comunità. Il progetto prevede una attività di ricerca finalizzata all’identificazione certa dei prodotti da inserire nell’Arca; un’attività di valorizzazione attraverso una adeguata campagna di comunicazione pubblica e di eventi di presentazione; un’attività di salvaguardia delle caratteristiche autoctone e di legame con la cultura del territorio che si realizzerà attraverso seminari di informazione e di formazione per i produttori e i trasformatori; una attività di promozione dei prodotti dell’Arca finalizzata alla realizzazione di una pubblicazione di un ‘catalogo dei sapori dei Monti Lepini: un patrimonio da scoprire e salvare’.

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Con il progetto De.Co. (denominazione comunale) si vuole promuovere e valorizzare il territorio e le sue tipicità attraverso l’idea lanciata alcuni anni fa da Luigi Veronelli, secondo cui all’appiattimento culturale, così come alla sempre più insistente dipendenza umana da modalità di vita fast life, va contrapposto la tutela di quelli che lui amava definire “giacimenti gastronomici” d’Italia, facenti parte di un patrimonio storico e civile che affonda le sue radici nella stessa antichità umana. Da queste spinte ideali si struttura il movimento delle De.Co., promosso dall’Anci, la cui linea di pensiero innesca un forte fermento ed una battaglia culturale che parte dalle comunità locali in nome della difesa delle proprie tradizioni, dei propri “saperi” e della propria storia. Un modo intelligente per riappropriarsi del proprio territorio che, come afferma lo stesso Veronelli, avrà delle conseguenze reali in termini economici e sociali, ossia “si assisterà – in Italia – ad uno straordinario aumento dell’occupazione, nei luoghi di nascita e di residenza. E tutto quello che verrà proposto col marchio della denominazione dei luoghi, quanto meglio determinati, costituirà un vero e proprio baluardo – vincente – contro le proposte delle colossali industrie alimentari”. La Compagnia dei Lepini s.c.p.a. a seguito delle richieste pervenute dal Comune di Sezze e di Carpineto Romano, ha avviato il processo della De.Co. di Sezze e della De. Co. di Carpineto Romano. Come prima attività si è proceduto nella ricerca delle tipicità da inserire nel paniere dei prodotti della De.Co. di entrambe le Amministrazioni comunali. Individuati i prodotti, in condivisione con le amministrazione, sono state predisposte delle schede tecniche per ciascun prodotto censito e contestualmente sono stati individuati i relativi produttori/operatori che operano nel territorio comunale. La Compagnia dei Lepini s.c.p.a. ha offerto ai Comuni assistenza tecnica per la predisposizione del regolamento della De.Co., delle schede di adesione e integrazione del paniere dei prodotti e della definizione del marchio comunale De.Co. L’iniziativa ha riscosso l’interesse da parte di alcuni Comuni lepini che hanno già richiesto alla Compagnia dei Lepini di avvalersi del proprio know how per avviare lo stesso processo nei rispettivi territori. Il procedimento sarà avviato nel corso dell’anno 2017.

Il club dei mille

Facendo seguito alle relazioni sviluppate con il CAI di Latina e Colleferro e con il fine di stimolare gli escursionisti che frequentano le montagne a conoscerle sempre meglio e ad esplorare anche quelle meno note abbiamo deciso di realizzare il progetto del “Club dei Mille” intendendo per Mille tutte le cime montuose dei Monti Lepini con altezza pari o superiore a mille metri. E’ un progetto di promozione e animazione che mutua una realtà già da anni consolidata con il “Club dei Duemila” per le vette appenniniche. L’attività prevede l’individuazione di tutte le cime dei Monti Lepini di quota mille o più, la redazione di un regolamento di partecipazione, l’apposizione di un segno di identificazione su ciascuna vetta, un programma di comunicazione pubblica. Una volta definito l’elenco e apposto il segnale identificativo chiunque potrà partecipare raggiungendo una o più cime, di quelle indicate, scattare una foto con il segno identificativo del luogo che documenta il raggiungimento del traguardo e inviarla per essere inseriti nell’ “Albo del Club dei Mille”. Sulla base di questa semplice e qualificata attività di promozione della montagna si realizzeranno, successivamente, iniziative sociali di comunicazione e di premiazioni.

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Nell’ambito più specifico della promozione del territorio verso il mercato del turismo la Compagnia dei Lepini ha individuato quali segmenti accessibili e adeguati all’offerta proponibile dal territorio dei Monti Lepini il mercato del Turismo della Terza Età e il mercato del Turismo Scolastico. Per quanto attiene al mercato del Turismo della Terza Età nel corso del 2017 si procederà alla stipula di un accordo di cooperazione con la struttura regionale della SPI CGIL e successivamente alla ideazione di proposte di pacchetti turistici adatti a questo particolare segmento di mercato. Per quanto riguarda il Turismo Scolastico sono in corso dei contatti con alcuni Tour operator specializzati con cui si cercherà di definire le possibilità di cooperazione e di promozione di specifiche proposte di pacchetti turistici.

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Il potenziamento dei servizi culturali attraverso l’adozione delle piattaforme tecnologiche richiedono una maggiore attenzione sulla qualità della reti di connettività e trasmissione dei dati. Sulla base di una esperienza realizzata negli anni scorsi dalla XVIII^ Comunità Montana di Segni e dai Comuni dell’Area romana la Compagnia dei Lepini si sta attivando per individuare dei partner e le migliori modalità per ottenere dei servizi di connessione e trasmissione dati ad un livello adeguato alle nostre necessità e, se possibile, con notevoli vantaggi economici.

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Nell’ambito della definizione di una strategia di comunicazione sempre più volta ad incrementare la conoscenza e la valorizzazione delle più significative caratteristiche del Territorio dei Monti Lepini si procederà a realizzare un’attività formativa per gli operatori del Servizio civile della Compagnia dei Lepini impegnati nella gestione ordinaria degli strumenti social e del sito web. A conclusione di questa attività formativa si procederà alla realizzazione di una serie di interviste a personaggio del territorio che rappresentano esperienze positive e che possono assumere anche  una funzione di testimonial (quali p.e.: i produttori del vino e dell’olio; artigiani con attività tutt’ora operative; allevatori di specie animali autoctone; etc.) che saranno veicolate attraverso gli strumenti digitali.

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Sempre con finalità di comunicazione per la valorizzazione turistica del territorio realizzeremo una pubblicazione intitolata ‘Alla scoperta dei Monti Lepini, nel paese dei Briganti’ curata da Piergiacomo Sottoriva e basata su un testo epistolare scritto da un Abate francese durante un Gran Tour sul nostro territorio di fine Ottocento.