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Posta ai piedi dei Lepini e della cittadina di Sermoneta, l’antica collinetta sulla quale si ergeva la pianta quadrangolare della Torre Petrara, chiamata anche Torre della Vittoria, torre Normanna o semplicemente Torre di Monticchio (dal luogo dove è collocata), appare al visitatore alta e inaccessibile, a causa di una cava che ne ha divorata i suoi fianchi. Essa presenta un muratura di piccoli scapoli di calcare bianco ben sagomati, posti in opera in forma efficacemente orizzontale.

Torre di Monticchio - da Sermoneta

Il Pantanelli nel secolo  XVIII così lo descrive:

“ Tra lo Ninfeo, fiume di portatura, e la via Papale, s’erge ameno monticello, composto delle medesime pietre naturali dei nostri monti e vestito di arbori di oliva e da ghianda, appellato il Monticchio. Nella sua sommità ha una grande ma robusta torre di pietra da cento, ristretta in quadro da piccoli baloardi o siano sentinelle alla gotica, della medesima struttura, negli angoli delle cortine.”

La Torre, situata attorno agli insediamenti della stazione di posta sulla Via Cionsolare (Antica Via che collegava Roma e e Napoli), appartenne ai Caetani, che intendevano custodire l’importante Via di comunicazione ai piedi dei Lepini e la Via delle acque del Ninfeo, dove vi erano poste ben due macine da mulino.

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