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Nel Paese dei Briganti

Due giovani francesi, sorella e fratello, amanti dei costumi e della cultura popolare, decidono di trascorrere una vacanza di tre mesi nella Terracina della fine Ottocento, ai margini della Palude Pontina e dei paesi che si vuole siano frequentati da briganti. Da Terracina si spostano in vari altri centri vicini ed in particolare in quelli della collina lepina, dove soggiornano a lungo e, con l’aiuto di personaggi del posto, conoscono e raccontano consuetudini, tradizioni familiari, feste religiose, modi di vita patriarcale e, infine, le principali gesta dei briganti che infestano la vecchia area di Marittima e Campagna. Ne viene fuori un “ritratto” nel quale si alternano al calore e alla dolcezza del quieto vivere di paese, vicende terribili che, però, non riescono a prevalere sulla immagine di tranquillità e di intimità familiare che la collina lepina sa dare.

Editore: Compagnia dei Lepini

Titolo: Nel Paese dei Briganti. Impressioni e ricordi della Campagna Romana

Titolo originale: Au pays des Brigands, par l’Abbè Henry Calhiat, Tour, Maison Alfred Mame et Fils Editeurs, 1900

Traduzione a cura di: Piergiacomo Sottoriva

Pagine: 164.

Anno: 2018

Guida Turistica dei Monti Lepini

Benvenuti nel cuore autentico e affascinante del Lazio. i Monti Lepini, che separano la Ciociaria e l’Appennino dalla Pianura Pontina e dal Mar Tirreno, offrono a chi li visita tutti i motivi di interesse della regione.
Borghi affascinanti e arroccati, città antiche e castelli, chiese affrescate e abbazie, tradizioni secolari, una gastronomia con prodotti di eccellenza, musei dedicati alla storia e alla cultura del territorio.
Le vette più alte dei Lepini accolgono gli escursionisti con i loro panorami e i loro boschi. Le pareti calcaree e le grotte offrono spazi di avventura agli appassionati della mountain-bike, dell’arrampicata e della speleologia.
Accompagnano nel viaggio le pagine e le opere i Papi e Santi come Leone XIII, San Tommaso e San Carlo da Sezze, del pittore Girolamo Siciolante e del tipografo Aldo Manuzio. E quelle di visitatori illustri come Ferdinand Gregorovius, Giovan Battista Piranesi e il Caravaggio.

 

Editore: Iter Edizioni

Titolo: Monti Lepini. Natura, Storia, borghi, Itinerari

Autore/i: Stefano Ardito

Pagine: 144

Prezzo: € 10,00.

Anno: 2018

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Atlante della biodiversità floristica dei Monti Lepini

Questo testo vuole raccontare a tutti, non solo agli esperti e appassionati, quanta e quale ricchezza di specie e comunità vegetali è presente nel territorio lepino. Una ricchezza che è associata all’elevata diversità di ambienti che caratterizzano questa catena montuosa, a sua volta dovuta all’eterogeneità climatica, geomorfologica, pedologica e di usi antropici che in essa è possibile riscontrare. Ma nella sua eccezionale articolazione e eterogeneità, quello lepino è anche un territorio unitario, molto differente da ciò che lo circonda, e questo gli conferisce un’identità forte. In tal senso oggi è ancor più opportuno di ieri garantirne una gestione unitaria, basata su una attenta valutazione, tutela e valorizzazione delle risorse naturali. E visto che non ci può essere un’efficace tutela e valorizzazione delle risorse se non c’è un’adguata conoscenza delle stesse, questo volume offre un contributo in tal senso e, soprattutto, uno stimolo alla condivisione delle informazioni di ognuno a beneficio della crescita del patrimonio culturale collettivo.

Collana: le scienze (30)

Titolo: Atlante della biodiversità floristica dei Monti Lepini.

Autore/i: R. Copiz, M. Iberite, F. Lucchese, G. Nicolella, B. Petriglia (a cura di).

Pagine: 184.

Prezzo: € 22,00.

Anno: 2018

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Biodiversità dei Monti Lepini

Biodiversità raccoglie in una sola parola tutte le declinazioni della vita sul nostro pianeta. È un concetto gerarchico che, attraverso le specie, collega i geni delle popolazioni animali, vegetali e microbiche alle comunità, agli ecosistemi, fino alla struttura stessa del paesaggio. È il prezioso ed insostituibile risultato dell’evoluzione biologica che modella la vita sulla terra da 3,7 miliardi di anni, ma anche il prodotto dei processi ecologici che regolano le interazioni tra gli organismi e l’ambiente. È il risultato di processi naturali dinamici che hanno operato, e tuttora operano, a tutte le scale temporali e spaziali. Per comprendere i molteplici meccanismi che hanno prodotto e modellato la biodiversità del nostro pianeta è necessario riferirsi alle discipline biologiche che ai suoi diversi aspetti si riferiscono: dall’ecologia alla biologia evoluzionistica, passando per la botanica, la zoologia, la microbiologia ed anche la paleontologia e l’antropologia.
Esistono vari punti di vista da cui guardare alla biodiversità e già nel testo introduttivo della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD, 1992) si sottolineava la molteplicità dei valori (valore ecologico, genetico, sociale, economico, scientifico, educativo, culturale, ricreativo ed estetico) della diversità biologica nelle sue componenti. Si tratta di valori talvolta difficilmente quantificabili in termini monetari ma non per questo meno preziosi. Di essi ci rendiamo conto troppo spesso quando è tardi, quando diventa cioè concreto il rischio della loro perdita, per noi e per le future generazioni.

Collana: le scienze (25)

Titolo: Biodiversità dei Monti Lepini

Autore/i: L. Corsetti, C. Angelini, R. Copiz, M. Mattoccia, G. Nardi (a cura di)

Pagine: 352

Prezzo: € 22,00.

Anno: 2015

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I racconti del Capanno. La memoria di un territorio: i Monti Lepini

In questo volume Gëzim Hajdari, Márcia Theóphilo, Rosa Pierno ed Elisa Davoglio, in modi del tutto personali e distintivi, hanno accettato con naturale trasporto di compiere questa full immersion nel cuore collettivo della storia e della vita lepina, per trarne materia di ispirazione e di racconto, in ordine ai motivi conduttori della propria poetica.
Gëzim Hajdari, poeta italo – albanese di fama mondiale, portatore del tema dell’esilio che si traduce nella ricerca identitaria di una nuova terra.
Márcia Theóphilo, poetessa italo – brasiliana candidata al Nobel, in prima fila nella lotta per la difesa della natura e la salvaguardia della foresta amazzonica.
Rosa Pieno, scrittrice dell’intersemiosi dei linguaggi e della pluralità dei generi, intenta a interrogare nelle pieghe del triplice rapporto arte – natura – storia le origini della parola e del significato.
Elisa Davoglio, sorprendente esponente dell’ultima generazione poetica e oltretutto attenta e sensibile studiosa dell’ambiente e delle aree protette.
un volume, questo, in cui i quattro scrittori hanno affrontato il loro compito nel modo migliore, con la scelta dell’atteggiamento più umile ma al tempo stesso più consapevole e fecondo: lasciare la parola al vero protagonista, il territorio, con tutta la storia che vi è sopra disegnata e che continua a parlarci.

Anno: 2008

Titolo: I racconti del Capanno. La memoria di un territorio: i Monti Lepini

Autore: Filippo Bettini

Pagine: 63

La memoria dei Lepini

In queste pagine, Polastri, Conte, Affinati e Appino hanno riscoperto la propria madreterra, e la peripezia lepina è diventata l’innesco del loro più autentico viaggio sentimentale letterario. E se per Polastri, scrittore e speleologo, ciò significa utilizzare con consapevole civetteria allegorica la tematica della “salita” e della “discesa”, per Affini e Conte si tratta di un ritorno imprevisto alle loro origini, locali e familiari, occasionato dall’esercizio obbligato della scrittura. E la narrazione di sé, in tal modo, diventa poesia. Risalta, infine, in tale direzione, l’elaborazione poietica dell’unica scrittrice del quartetto. L’Appiano, pur partendo da una vicenda che si dipana inizialmente con l’ausilio di suggestioni contemporanee perfino sociologicamente stereotipate, intona progressivamente un grato inno alle virtù rigeneratrici della madreterra lepina. Ma, trattandosi di quattro scrittori, non si può tacere l’acquisto più artisticamente duraturo e, ad avviso di chi scrive, più profeticamente lusinghiero per le sorti della nostra letteratura italiana del terzo millennio.

Anno: 2008

Titolo: La memoria dei Lepini. Madreterra

Autore: Alessandra Appiano, Eraldo Affinati, Giorgio Conte, Marcello Polastri

Pagine:  73

Guida turistica

Cultura, ambiente e tradizione, camminano fianco a fianco nei Lepini. Nel cuore dell’Italia centrale, a metà strada tra l’Appennino e il mare, i ritmi calmi che caratterizzano la vita del comprensorio, convivono senza screzi con i frutti della modernità. La parola Lepini, che individua la catena montuosa, deriva dal latino lapis cioè pietra. Tale catena fa parte dei rilievi calcarei del Lazio e si estende dai colli Albani ai monti Ausoni. Il comprensorio è comunemente considerato parte del pre-appennino ma, dal punto di vista geologico, si collega direttamente alla catena appenninica. La peculiare conformazione, unita alla vicinanza del mare, ha creato una grande varietà di microclimi che determinano un’altrettanto varia vegetazione. Questi monti rappresentano un esempio importante, unico nel centro Italia, di un fenomeno geologico tipico del nord Italia: il carsismo. I Lepini però non sono solo natura, sono anche cultura, storia e tradizione. Nei diciotto comuni che fanno parte del comprensorio, tra vicoli stretti abitati da gente semplice ed ospitale, si incontrano chiese, rocche e monumenti che catturano e affascinano allo stesso tempo.

 

Anno: 2006

Titolo: Guida turistica

Autore/i:

Pagine: 272

Guida enogastronomica

Il patrimonio enogastronomico dei Monti Lepini è, insieme alle risorse storiche, architettoniche, tradizionali e ambientali, uno dei cardini dell’offerta turistica locale. Per questo motivo la XIII e la XVIII Comunità Montane, in collaborazione con la Compagnia dei Lepini e con il sostegno della Regione Lazio, hanno realizzato questa guida, la prima nel suo genere nei Lepini. Grazie ad esssa, i turisti, ma anche i cittadini del comprensorio che vogliono conoscere meglio le realtà vicine, avranno a disposizione tutti i riferimenti necessari per un viaggio alla scoperta dei sapori della tavola lepina. Tavola lepina che da tempo immemore ospita piatti e prodotti di qualità, tavola lepina che è una vera e propria “miniera” di bontà. Basta pensare che tre dei centocinquanta prodotti tutelati dall’Unione Europea con marchi di qualità sono coltivati nelle campagne dei Lepini (kiwi Igp; carciofo romanesco Igp e mozzarella di bufala Dop). Basta pensare ai tanti altri prodotti che hanno reso famoso il comprensorio come il prosciutto di Bassiano, i carciofini di Priverno, il pane di Sezze, i dolci di Cori, il tartufo di Carpineto, il marrone di Segni e l’olio di Sonnino. Nell’epoca dei fast-food poi, puntare sull’enogstronomia  locale è una scelta forte che tocca profondamente anche la cultura di un territorio. Esistono storie e sedimenti culturali, che possono divenire elementi di competizione nel mercato globale, ponendosi come dimostrazione delle potenzialità di modelli di sviluppo alternativi. Ogni piatto infatti porta con sé una storia. Riscoprirlo significa ascoltare ciò che ha da dire, significa comprendere profondamente un territorio e le sue genti.

 

Anno: 2006

Titolo: Guida enogastronomica

Autore/i:

Pagine: 272

Musei dei Lepini. Luoghi e itinerari tematici

“Musei dei Lepini” ripercorre l’arte dei lepini, analizzando e descrivendo tutte le istituzioni museali del territorio. È stata considerata questa grande area da molteplici prospettive. Alcune tese a seguire con rigore  l’inverarsi dell’antico, delle sue possibili narrazioni, nelle rovine di templi, di ville e di infrastrutture, come in strumenti ed arredi della quotidianità, recuperati dagli scavi. Altre focalizzazioni sono state impegnate a dar risalto a tracce di una storia più recente che ha conosciuto il passaggio di genti e di signorie, l’alternarsi di egemonie ecclesiali, politiche e militari, il modificarsi di formazioni economiche e sociali, la circolarità di artisti e di prodotti culturali.

 

Anno: 2006

Titolo: Musei dei Lepini. Luoghi e itinerari tematici

Autore/i:

Pagine: 144

I racconti del Capanno

Un laboratorio di scrittura che nasce in <<fraschetta>>, a Segni, Comune della provincia di Roma.
Nei vicoli dell’antico centro ogni scrittore si è cercato una storia, ha raccontato un aspetto della comunità, ha dato voce a un personaggio, ha fatto riaffiorare una memoria.
Narrazioni che gli scrittori qui accolti sono stati chiamati a stendere a caldo, dopo aver ascoltato un racconto orale, una testimonianza, una leggenda narrata da chi scrittore non è.
Poi, ogni scrittore ha riportato sulla pubblica piazza il proprio lavoro letterario, restituendo agli spettatori i diversi tasselli della memoria di un luogo.
Un laboratorio letterario sulla relazione tra oralità e scrittura, tra grande e piccola storia.

Anno: 2006

Titolo: I racconti del Capanno

Autore: Lanfranco Caminiti

Pagine: 126

Le ricette degli antichi mestieri

Cibo e lavoro.
In passato certi piatti erano strettamente legati ad alcuni mestieri. Un esempio su tutti: la pizza a primo fumo. Questo alimento è nato con uno scopo prettamente tecnico: vedere se il forno era arrivato a temperatura. Le fornare però non potevano buttare quella massa cotta e iniziarono a mangiarlo in compagnia delle cariatore.
Questo aspetto socio-antropologico, ossia il binomio lavoro-cibo, non era mai stato scandagliato prima. E’ stato fatto ora, unendo due progetti previsti nel programma STILe, le “Ricette della nonna” e gli “Antichi mestieri”. Un’idea originale che ha arricchito la stessa ricerca.
Il titolo scelto è stato “Le ricette degli antichi mestieri”. In sostanza abbiamo conservato l’idea di raccogliere (sia attraverso le testimonianze orali, sia con fonti documentali) piatti e fatti sugli artigiani di una volta.
Questa ricerca, la Compagnia dei Lepini non l’ha realizzata da sola, si è avvalsa della collaborazione delle scuole del comprensorio. Sono state coinvolte le classi delle quarte e quinte elementari e le prime classi delle medie. Hanno aderito sette scuole, di entrambi i versantidei Lepini, che hanno prodotto diversi elaborati. Sono state coinvolte le scuole nella consapevolezza che i ragazzi che le frequentano sono gli uomini del futuro, sono loro che tra qualche lustro prenderanno in mano le redini del territorio. Una loro forte e precisa identità è necessaria per il governo e lo sviluppo della stessa comunità. Dunque la conoscenza della storia e delle tradizioni, ma anche la consapevolezza delle potenzialità delle proprie risorse, sono alla base di qualunque progetto di sviluppo locale come il programma STILe che la Compagnia dei Lepini sta portando avanti

 

Anno: 2006

Titolo: Le ricette degli antichi mestieri

Autore:

Pagine: 144

Viaggio nelle manifestazioni feste e sagre dei Lepini

Vari, suggestivi, ricchi di tracce di un passato lontano e affascinante, i Monti Lepini, con le creste che collegano tra loro gli altipiani in quota, offrono moltissime possibilità all’escursionista.
I comuni dei Monti Lepini offrono molto ad un viaggiatore curioso, appassionato di scoperte naturalistiche ed enogastronomiche. Diciassete i comuni che fanno parte del comprensorio, tra vicoli stretti abitati da gente semplice ed ospitale, si incontrano chiese, rocche e monumenti che catturano e affascinano. I diversi paesi nascono in epoche diverse; alcuni hanno visto la luce prima di Cristo, altri molto dopo. Elemento naturalistico e paesaggistico che accomuna tutti i paesi è il lapis, “la pietra”. Il territorio offre differenti opportunità di offerta turistica, freschi soggiorni estivi, percorsi naturalistici da scoprire in arrampicata, a cavallo o in mountain bike, passeggiate tra le bellezze architettoniche ed esplorazioni enogastronomiche. Le cittadine sono facilmente raggiungibili, essendo a 60 km da Roma.

Anno: 2003-2004

Titolo: Viaggio nelle manifestazioni feste e sagre dei Lepini

Autore:

Pagine: 40

 

Viaggio fotografico nei Lepini

Vari, suggestivi, ricchi di tracce di un passato lontano ed affascinante, i Monti Lepni, con le  reste che collegano tra loro gli altipiani in quota, offrono moltissime possibilità all’escursionista. I comuni dei Monti Lepini offrono molto ad un viaggiatore curioso, appassionato di scoperte naturalistiche ed enogastronomiche. Diciassette comuni che fanno parte di un comprensorio; tra vicoli stretti abitati da gente semplice ed ospitale, si incontrano chiese, rocche e monumenti che catturano e affascinano.

I diversi paesi nascono in epoche diverse; alcuni hanno visto la luce prima di Cristo, altri molto dopo. Elemento naturalistico e paesaggistico che accomuna tutti i paesi è il lapis, “la pietra”. Il territorio propone differenti opportunità di offerta turistica, freschi soggiorni estivi, percorsi naturalistici da scoprire in arrampicata, a cavallo o in mountain bike, passeggiate tra le bellezze architettoniche ed esplorazioni enogastronomiche.

 

Anno: 2003-2004

Titolo: Viaggio fotografico nei Lepini

Autore:

Pagine: 132

 I “tipici” di casa nostra

Il patrimonio enogastronomico dei Monti Lepini è, insieme alle risorse storiche, architettoniche, tradizionali e ambientali, uno dei cardini dell’offerta turistica locale.
Per questo motivo la XIII e la XVIII Comunità Montane, in collaborazione con la Compagnia dei Lepini e con il sostegno della Regione Lazio,hanno realizzato questa guida, la prima nel suo genere nei Lepini.
Grazie ad essa, i turisti, ma anche i cittadini del comprensorio che vogliono conoscere meglio le realtà vicine, avranno a disposizione tutti i riferimenti necessari per un viaggio alla scoperta dei sapori della tavola lepina.
Tavola lepina che da tempo immemore ospita piatti e prodotti di qualità, tavola lepina che è una vera e propria “miniera” di bontà.
Basta pensare che tre dei centocinquanta prodotti tutelati dall’Unione Europea con marchi di qualità sono coltivati nelle campagne lepine (Kiwi Igp; carciofo romanesco Igp e mozzarella di bufala Dop).
Basta pensare ai tanti altri prodotti che hanno reso famoso il comprensorio come il prosciutto di Bassiano, i carciofini di Priverno, il pane di Sezze, i dolci di Cori, il tartufo di Carpineto, il marrone di Segni e l’olio di Sonnino.
Nell’epoca dei fast-food poi, puntare sull’enogastronomia locale è una scelta di forte che tocca profondamente anche la cultura di un territorio.
Esistono storie e sedimenti culturali, che possono divenire elementi di competizione nel mercato globale, ponendosi come dimostrazione delle potenzialità di modelli di sviluppo alternativi.
Ogni piatto infatti porta con sè una storia. Riscoprirlo significa ascoltare ciò che ha da dire, significa comprendere profondamente un territorio e le sue genti.

Anno: 2003-2004

Titolo: I “tipici” di casa nostra

Autore:

Pagine: 30

Vini e Oli dei Monti Lepini

I vini e gli oli dei Lepini, negli ultimi tempi, hanno ottenuto sempre più spesso apprezzamenti e riconoscimenti a livello nazionale. Attraverso la Carta dei vini e degli Oli, la Compagnia dei Lepini, grazie ad un finanziamento della Regione Lazio e della XIII Comunità Montana dei Monti Lepini e Ausoni e XVIII Comunità Montana dei Monti Lepini Area Romana, ha pensato di realizzare un utile e pratico strumento di promozione dei sapori del territorio.

Sempre più spesso la ristorazione si fa portavoce dell’eccellenza delle produzioni tipiche facendo del vino e dell’olio un elemento fondamentale della propria offerta.

La Carta dei vini e degli oli, crediamo, possa facilitare il pubblico nella scelta dei vini e degli oli proposti dal ristoratore e al miglior abbinamento con i piatti offerti.

Fin dall’inizio della sua attività la Compagnia dei Lepini ha scelto di puntare a valorizzare il legame fra territorio e prodotti tipici per conferire ,a anche così, al nostro patrimonio enogastronomico un’identità riconoscibile. La carta dei vini e degli oli dei Lepini è una delle attività previste dal progetto Officina del Gusto dei Lepini. Pensiamo che la valorizzazione dei vini, degli oli e degli altri prodotti tipici di qualità rappresenti una componente fondamentale di una strategia di promozione turistica integrata del territorio, innovativa e aperta al futuro. La carta dei vini e degli oli dei Lepini, è stata realizzata in collaborazione con Slow Food Lazio, associazione con cui abbiamo di recente sottoscritto un protocollo d’intesa: un accordo nel segno dell’eccellenza, in quanto sia la Compagnia dei Lepini che Slow Food Lazio convergono verso lo stesso obiettivo, che è quello di proporre e valorizzare la qualità.

Anno:

Titolo: Vini & Oli dei Monti Lepini

Autore:

Pagine: 60