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A seguito del bando regionale sulla valorizzazione dei Sistemi culturali la Compagnia dei Lepini ha coordinato e sviluppato, in cooperazione con gli operatori dei musei e delle biblioteche del ‘Sistema territoriale dei Monti Lepini’ il progetto “GENTI LEPINE” che è stato ammesso a finanziamento per l’importo di 104.000,00 euro inclusivo del cofinanziamento del 10% da parte della stessa Compagnia dei Lepini. E’ stata una importante occasione di avvio sperimentale di un nuovo metodo di lavoro, tra i vari soggetti impegnati negli specifici istituti culturali con l’impegno nella funzione di coordinamento e stimolazione da parte della  Compagnia dei Lepini, finalizzato a promuovere un approccio multidisciplinare e maggiormente integrato tra le varie realtà locali e le differenti specificità culturali in una comune strategia di promozione culturale.  Consapevoli che la forza e il funzionamento di un sistema territoriale si fonda sostanzialmente su una forte identità culturale, il Sistema Territoriale Museale dei Monti Lepini, congiuntamente con il Sistema Bibliotecario intende proporre un progetto dal titolo: Genti Lepine. Personaggi, narrazioni e memorie per la costruzione dell’identità dei Lepini.

Un filo conduttore che permette di spaziare dall’antichità al mondo contemporaneo valorizzando e incrementando, nell’articolazione globale del Sistema, il patrimonio proprio e specifico di ogni museo e biblioteca attraverso un percorso che sappia riannodare in un’unica trama tante memorie “disperse” di gente, personaggi, artisti, letterati, momenti e movimenti culturali che hanno scritto e continuano a scrivere la storia del territorio. I Musei Archeologici di Priverno (archeologico e medievale) e di Segni, in stretta collaborazione con le biblioteche, affronteranno il tema approfondendo studi e ricerche su Le pietre parlanti. Racconti, storie e memorie di personaggi da “museo”, ovvero su iscrizioni e ritratti che hanno trasmesso nomi e volti di personaggi del passato, testimoni di storie e di vita. Pietre preziose e testimonianze più alte dell’antichità, raccolte e documentate in manoscritti e testi fin dal 1400, oggi memorie uniche di storie mai raccontate, conservati nei Musei Archeologici, in angoli nascosti delle città e nelle aree archeologiche. Il Museo del Territorio di Cori svilupperà il tema attraverso una mostra-presentazione della serie di otto vedute delle Antichità di Cora, disegnate e incise da Luigi Rossini nel 1825, e acquistate lo scorso anno dall’Associazione Culturale Arcadia di Cori. Le tavole, tutte appartenenti al medesimo esemplare della raccolta intitolata Le antichità dei contorni di Roma, rappresentano un efficace strumento di approfondimento sia del dato archeologico che di quello etnoantropologico. La Biblioteca di Cori svilupperà un’attività di valorizzazione della figura di Cesare Chiominto quale straordinario poeta locale. Alla valorizzazione del personaggio di Aldo Manuzio, cittadino doc di Bassiano, il Museo delle Scritture insieme alla Biblioteca, attraverso incontri, laboratori e un convegno, volgerà l’attenzione sull’importanza del libro, memoria della storia e della tradizione locale, dalle sue origini ad oggi con le sue prospettive per il futuro. A Norma, gli Istituti Culturali, analizzeranno le Genti Lepine attraverso il tema dell’interculturalità affrontato dal punto di vista antropologico, sociologico, archeologico e psicologico per evidenziare peculiarità e differenze che contraddistinguono ogni singolo individuo e ogni singola cultura. A Maenza, la vicenda umana di Rosa Di Ventura, cittadina ebrea vissuta nel Quattrocento, sarà l’occasione per ricostruire la dinamica dell’insediamento ebraico nell’area lepina tra XIII e  XVI secolo, tra accoglienza e discriminazione da parte della popolazione cristiana, da Segni a Piperno: attività, cultura, personaggi e luoghi (cimiteri, quartieri e sinagoghe) per una proposta di itinerario ebraico nell’area lepina. Gente Lepina/Gli immigrati a Sezze nel 1800 sarà il tema trattato dalle Biblioteche di Sezze Centro e Sezze Scalo con lo scopo di recuperare la memoria di una consistente colonia di famiglie, proveniente soprattutto dalla Ciociaria, insediata sul Campo Superiore di Sezze, con particolare attenzione alla cultura ed alle tradizioni di una popolazione allora totalmente analfabeta. Parallelamente il locale Museo Etnografico del Giocattolo darà voce agli anziani per un Dialogo tra generazioni, con racconti alle nuove generazioni su la vita di pastori e contadini dei Monti Lepini. Sul fenomeno dell’emigrazione, ancora di forte attualità, sarà il Museo e la biblioteca di Carpineto Romano ad avviare nuovi approfondimenti, con laboratori didattici, mostre fotografiche e incontri con letture di documenti e testimonianze che arricchiranno la sezione del Museo La Reggia dei Volsci e le raccolte della biblioteca. Uno sguardo particolare alla contemporaneità sarà offerto dall’EtnoMuseo dei Monti Lepini e dalla Biblioteca di Roccagorga, impegnati nella promozione e condivisione dei risultati del progetto di ricerca Diversità/Neoruralità/Manutenzione del territorio. I musei etnografici incontrano la contemporaneità. Un progetto che nelle sue prime fasi ha già realizzato una originale documentazione etnografica sulla trasformazione di quelle  genti lepine che, pionieri nelle aree rurali, operano oggi come intermediari tra la tradizione contadina e la nuova agricoltura  mettendo insieme saperi, sensibilità e tecnologie di culture diverse, sperimentando modi glocal di vivere e produrre inediti.  Il progetto così concepito, per l’ampiezza e la diversità delle dinamiche e degli approcci proposti da ciascuna struttura culturale, rappresenta una vetrina di estrema importanza per tutto il territorio coinvolto, valorizzando al tempo stesso i sistemi culturali coinvolti e favorendo nuove strategie di promozione e comunicazione. La ricerca scientifica, posta come fondamentale base di partenza per poter costruire la solida impalcatura di tutte le proposte avanzate, costituisce un indispensabile fondamento, è mirata ad arricchire e potenziare le raccolte di musei e biblioteche locali.  La divulgazione e la diffusione di queste ricerche è, nella seconda fase del progetto, affidata ad un linguaggio del tutto innovativo, che non si vuole destinare ad pubblico di élite, ma si vuole calare nel tessuto quotidiano della vita culturale del territorio, narrando storie che appartengono ad una comunità.  Il coinvolgimento di associazioni culturali, cittadini, studenti nella programmazione e nell’organizzazione delle attività, da svolgere in luoghi da riscoprire quali palazzi storici, aree archeologiche o centri storici, è intesa nell’ottica di un miglioramento dell’accessibilità dei servizi culturali. “Aprendo le porte” ad una partecipazione di pubblico eterogeneo e diversificato si punta ad aumentare non solo il numero degli utenti, ma soprattutto rafforzare il ruolo di musei e biblioteche locali, quali servizi essenziali di un territorio: veri motori della vita culturale delle città e custodi di una identità culturale di cui la nostra società deve riappropriarsi.

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“Pagine in scena” intende essere un’iniziativa volta a sensibilizzare alla lettura nell’ambito del Maggio dei Libri che è l’iniziativa nazionale promossa dal MIBAC. E’ il primo progetto realizzato dalla Rete del Teatro dei Monti Lepini, recentemente costituita su impulso e coordinamento della Compagnia dei Lepini, di cui fanno parte le più importanti Compagnie teatrali del territorio dei Monti Lepini riunite per promuovere e sviluppare nuove modalità di rapporto tra Teatro e Territorio, con l’intento di rinnovare e rigenerare le proposte culturali del territorio dei Monti Lepini. Con essa, il teatro mette a disposizione la propria specificità espressiva per incoraggiare, soprattutto le nuove generazioni, a superare lo spettro della fatica che, per tante ragioni, soprattutto oggi, impedisce d’intraprendere l’affascinante pratica della lettura di un libro. Potrebbe apparire paradossale: una forma d’arte che vive della relazione unica e irripetibile che s’instaura fra l’attore e il pubblico affidandosi ai linguaggi del corpo, della voce, delle luci, dei suoni e dele scene, pensa di poter essere utile a incoraggiare verso una pratica quasi sempre vissuta nel silenzio che avvolge il lettore di una pagina scritta. Ma è questo paradosso che spinge il teatro a entrare in punta di piedi nel mondo della lettura: non per sostituirsi a essa perché più coinvolgente, ma per suggerire le molteplici strade che possono condurre al piacere della lettura. Ognuna delle Compagnie coinvolte in questo Progetto, nel comune ambito della stessa pratica teatrale e nella multiforme varietà delle proprie, diverse angolazioni espressive, intende indicare una di queste infinite strade.

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2018 II Edizione

 

 

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2017 I Edizione


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L’interesse crescente verso le attività escursionistiche di montagna ed il conseguente crescente movimento di frequentatori delle escursioni di montagna richiedono una nostra maggiore attenzione nelle attività di  valorizzazione di questa modalità di fruizione del territorio. Il Trekking di montagna è anche una forma di turismo. Ed è una forma di turismo che registra una considerevole e costante crescita. Oggi l’escursionismo in montagna è considerato sempre più una leva importantissima di sviluppo locale. Sia che si tratti di singoli che di gruppi che di famiglie migliaia di persone percorrono i sentieri di montagna a piedi e in libertà e per farlo in sicurezza hanno bisogno di sentieri adeguatamente tracciati e di buone mappe cartografiche. In questa ottica la Compagnia dei Lepini ha avviato un rapporto di collaborazione e cooperazione con le associazioni CAI di Latina, di Colleferro e di Frosinone assumendo i reciproci impegni, in conto alla Compagnia dei Lepini di realizzare una “Mappa cartografica dei Sentieri dei Monti Lepini per attività di Trekking”, in conto alle associazioni CAI di realizzare la segnaletica in loco dei percorsi di trekking in montagna. Per quanto riguarda la rete dei sentieri e la loro segnalazione si tratta di circa 30 sentieri che sommano oltre 200 km. complessivi.  Per quanto riguarda la realizzazione della ‘Mappa cartografica’ abbiamo coinvolto una delle migliori aziende italiane, la ITER Edizioni, specializzata nella produzione di questo tipo di strumento che ci assicura, oltre all’assistenza tecnica nella composizione delle diverse tavole cartografiche fornite dall’Istituto Geografico Militare di Firenze, anche una particolare cura del disegno grafico con il fine di rendere la mappa facilmente leggibile anche ai non esperti.

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Il mondo del Turismo è in continua trasformazione e di conseguenza c’è un bisogno continuo di aggiornare e adeguare la comunicazione turistica. Il rapporto tra comunicazione e turismo è sempre più forte e inscindibile  anche perché lo spazio turistico appare sempre più come una costruzione: un luogo che deve prima essere raccontato per essere poi visitato. E’ poi utile aver presente che il Turista moderno è sempre meno appagato dal ‘già noto, dal monumento simbolo riprodotto in serie su cartoline e souvenir, o da località ormai fin troppo battute dal turismo di massa, e sempre più teso alla nicchia, all’inconsueto, alla scoperta.  Certamente oggi è indispensabile saper ragionare in termini di communication mix cioè conoscere e saper utilizzare tutti gli strumenti disponibili, dai tradizionali cartacei ai digitali informatici. Ma nonostante l’affermazione di Internet, e quindi di una nuova modalità di accesso alle informazioni turistiche, le guide cartacee continuano a svolgere un importante ruolo, insostituibile proprio nella funzione di narrazione complessiva dei territori, che è molto ben testimoniata dallo straordinario successo ottenuto dalle guide turistiche cartacee della Lonely Planet. E questo è il nostro obiettivo con la realizzazione di una “Guida Turistica dei Monti Lepini”. I luoghi sono costituiti dalle narrazioni che ne parlano.  La valorizzazione dei luoghi si realizza con modalità tipiche delle narrazioni.  E una meta diventa turistica quando è valorizzata, ovvero a seguito di un lavoro di tipo semiotico che crea la valorizzazione di un luogo, di una località, di una struttura, di un servizio. Ad essere evocata con mezzi semiotici è spesso la ricerca dell’inconsueto, del divertente, dell’autentico. Anche per la realizzazione di questo strumento ci siamo avvalsi della cooperazione e collaborazione di una azienda specializzata, la ITER Edizioni, che vanta un catalogo composto da numerose pubblicazioni turistiche con caratteristiche pienamente soddisfacenti le nostre attese. La ITER Edizioni si avvale, inoltre, della collaborazione di affermati  professionisti nell’ambito della comunicazione turistica che saranno pienamente utilizzati nello sviluppo del nostro lavoro.

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Così come è importante disporre di una ‘Guida turistica dei Monti Lepini’ è altrettanto importante disporre di pubblicazioni che valorizzano la straordinaria ricchezza del patrimonio ambientale dei Monti Lepini. Anzi è forse più importante perché, paradossalmente, siamo inseriti in un particolare habitat naturale che molto raramente è adeguatamente conosciuto dagli stessi abitanti residenti. La pubblicazione in oggetto è finalizzata ad offrire al lettore, in modo semplice e divulgativo ma rigoroso da un punto di vista scientifico, un aggiornamento sullo stato delle conoscenze dei Monti Lepini in riferimento alla flora, agli habitat e, più in generale, alla copertura vegetale. Per le specie vegetali più importanti (per rarità, valore conservazionistico, interesse etnobotanico o altre ragioni) vengono presentate altrettante schede specifiche e foto che aiutano il lettore a identificarle e riconoscerle in campo e a visualizzarne la distribuzione oggi nota, grazie alle informazioni presenti in bibliografia e ai dati originali degli autori del volume e dei collaboratori coinvolti. Le informazioni sulla distribuzione sono fornite per mezzo di mappe molto intuitive nella lettura che restituiscono i dati sia a livello comunale che di quadrante (secondo una griglia di maglie quadrate di 5 km di lato). Una attenzione particolare è rivolta anche alle specie vegetali non native dei Monti Lepini (note anche con gli aggettivi esotiche o alloctone). Si fornisce quindi un quadro aggiornato delle conoscenze su queste specie e sulla loro distribuzione, con dettagli maggiori sulle specie riconosciute come invasive e quindi potenzialmente dannose per la biodiversità autoctona e, in diversi casi, per l’agricoltura o la salute dell’uomo. Anche per gli habitat di interesse comunitario, indicati nella Direttiva comunitaria 92/43/CEE e da tutelare nei siti della Rete Natura 2000 (quale è la Zona di Protezione Speciale “Monti Lepini” e le Zone Speciali di Conservazione in essa inclusi), vengono fornite schede descrittive specifiche, foto e mappe di distribuzione.

In termini di struttura si prevede la seguente articolazione:

  • Presentazione (a cura del Presidente della Compagnia dei Lepini)
  • Premessa (a cura degli autori)
  • Inquadramento ambientale (caratteri climatici, geologici, morfologici, ecc. dei Monti Lepini)
  • Stato delle conoscenze floristiche e vegetazionali (excursus sintetico sulle ricerche del passato e sugli aggiornamenti più recenti)
  • Schede delle emergenze floristiche e delle specie tipiche o più rappresentative del territorio (schede delle specie più interessanti, circa 50)
  • Stato delle conoscenze sulle principali specie vegetali esotiche
  • Schede degli habitat di interesse comunitario (segnalati nei ZSC-ZPS e noti agli autori, circa 20)
  • Bibliografia
  • Portfolio (allegato fotografico)

Si prevede un numero complessivo di pagine pari a circa 160, in parte in b/n e in parte a colori. Il volume è a cura di Riccardo Copiz, Fernando Lucchese, Mauro Iberite, Gianluca Nicolella e Bruno Petriglia. L’elenco degli altri collaboratori coinvolti sarà riportato in esteso nella pubblicazione. Il progetto grafico e la pubblicazione sarà a cura di Luigi Corsetti (Edizioni Belvedere, Latina).

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I Monti Lepini rientrano tra le aree naturalistiche più importanti del Lazio. Conoscere la consistenza e la varietà delle specie faunistiche presenti è fondamentale per promuovere precise azioni di tutela.

Il volume in preparazione rappresenterà la sintesi di due anni di indagini sul campo che vedono coinvolti circa 15 naturalisti con curricula attestanti esperienze e professionalità in campo zoologico, con decine e decine di contributi pubblicati su riviste scientifiche del settore, nazionali e internazionali, gran parte riguardanti lo stesso comprensorio lepino; al gruppo che costituisce la “Rete Faunistica dei Lepini” possono unirsi tutti i cittadini e appassionati naturalisti che lo vorranno, per contribuire fattivamente alle attività sul campo e allo studio della natura dei Monti Lepini, inviando le loro osservazioni e gli avvistamenti di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e insetti a un indirizzo di posta elettronica e scaricando la scheda/segnalazioni non appena disponibile sul sito web delle Edizioni Belvedere (www.edizionibelvedere.it) o della Compagnia dei Lepini (www.compagniadeilepini.it).

Tutti i collaboratori verranno citati nel volume pubblicato. L’opera risulta composta principalmente da circa 200 schede sulle specie faunistiche (vertebrati) che ragionevolmente, e dai dati storici, si presume siano oggi presenti nel comprensorio; per ognuna di esse vengono riportati i dati sugli habitat frequentati, la biologia e la loro presenza sul territorio, con note sulla gestione e conservazione. Viene inoltre fornita una carta di distribuzione che consente con immediatezza e maggiore dettaglio di individuare in quali aree del comprensorio indagato sono presenti e si riproducono. La suddivisione della cartografia con i confini dei singoli comuni ricadenti nell’area lepina consente di individuare facilmente e a chiunque, ma soprattutto agli amministratori locali, le presenze/assenze di specie faunistiche nel proprio territorio. Allo stesso tempo, la sovrapposizione della maglia quadrata UTM (10 x 10 km) sulla cartografia di base consente il confronto con modelli di distribuzione delle specie anche a livello europeo; segnando le varie porzioni quadrangolari della maglia (suddivisa a sua volta in 4 parti, per avere un maggiore dettaglio) con un cerchio blu o grigio (anche di dimensioni differenti per le presenze avifaunistiche) si indica la presenza delle specie in quello specifico settore, a seconda se il dato è recente (post 2010, colore blu) oppure storico (colore grigio). La presenza di una specie, sempre riferita a osservazioni, catture e/o altre segnalazioni attendibili, graficamente viene riportata colorando il territorio comunale associato: dunque una sorta di puzzle formato da tutti i comuni lepini che può essere più o meno “colorato”, in base alla diffusione ampia o ristretta e localizzata delle specie faunistiche del comprensorio. Ogni cartina di distribuzione è inoltre accompagnata dalla rappresentazione grafica delle altimetrie, in cui sono evidenziate le fasce altitudinali nelle quali la specie è stata rilevata.

Completano il volume, di circa 350 pagine, capitoli introduttivi sulla geomorfologia, gli ambienti, la flora e la vegetazione, e ancora altri, su risultati ed elaborazioni conclusive, analisi su gestione e conservazione delle specie prioritarie. Non manca uno spettacolare “portfolio” a co

lori sulle specie caratterizzanti la biodiversità faunistica dell’intero comprensorio o incluse in Liste Rosse e Direttive europee, oltre a quelle più rare e agli endemiti dei Lepini fra gli artropodi.

L’Atlante è in grado di mettere insieme un primo quadro conoscitivo rigoroso sullo stato della fauna, utile anche come deterrente per eventuali interventi privi di ogni attenzione nei confronti della natura e di un territorio libero come quello lepino, con regimi di tutela assenti o assolutamente insufficienti per la necessaria conservazione dei valori di biodiversità tra i più elevati dell’intera Regione Lazio.

Un’operazione editoriale ma soprattutto culturale di estremo rigore scientifico che costituirà anche un utile strumento di lavoro per l’architetto o l’ingegnere, addetti alla pianificazione del territorio, e didattico allo stesso tempo, rivolto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, ai cittadini tutti, dal semplice appassionato al cacciatore, all’escursionista, al cultore della zoologia: dunque un volume non rivolto ai soli addetti ai lavori, ma a un pubblico diversificato, e con un’attenzione particolare alle giovani generazioni, utilizzando una veste grafica più accattivante, ricca di disegni e fotocolor spettacolari di habitat e specie faunistiche, realizzati dai migliori fotografi naturalisti e illustratori italiani.

Quello conservato nelle chiese, nei palazzi e nelle piazze dei Lepini è una sorta di grande Museo diffuso delle arti visive, splendidamente immerso in una natura incontaminata.

E’ un patrimonio eterogeneo, all’interno del quale è possibile individuare più chiavi di lettura, più percorsi utili per giungere alla la scoperta di una bellezza a molti ancora oggi sconosciuta.

  • Dal basso Medioevo al Rinascimento sino al Barocco (Priverno, Norma, Sonnino, Artena, Roccagorga.);
  • Le committenze delle nobili famiglie (i Caetani a Sermoneta e Bassiano)
  • Il ruolo dei grandi pontefici, come Leone XIII che fu promotore di importanti opere a Carpineto, Maenza e Rocca Massima;
  • i cicli pittorici: Oratorio dell’Annunziata di Cori, Cattedrale di Segni e di S. Lucia a Sezze, Tempietto di San Raffaele a Roccasecca dei Volsci).
  • I grandi santi taumaturghi (San Sebastiano, Rocco, Antonio Abate..)
  • Le fontane dei secoli XVII-XIX (Prossedi, Gorga e Montelanico)
  • I monumenti ai Caduti della Grande Guerra – presenti in tutti i Comuni – possono costituire un ulteriore itinerario dedicato ad un capitolo drammatico quanto cruciale della storia del Novecento.

Nei Lepini arte, storia e cultura si coniugano come in pochi altri luoghi del nostro Paese. Ne fanno una realtà rara, quindi preziosa. Una realtà da tutelare e promuovere sia attraverso eventi mirati – mostre, convegni, giornate di studio – sia mediante pubblicazioni adeguatamente illustrate che valorizzino l’unicità di quel patrimonio, al quale contribuirono non solo rilevanti personalità quali Benozzo Gozzoli, Giovanni da Gaeta, Giulio Romano, Girolamo Siciolante, Pomarancio, Francesco da Castello, Simon Vouet, Ernesto Biondi, Vincenzo Pasqualoni, Virginio Monti, ma anche tanti anonimi artefici che proprio in un Catalogo dei Lepini potranno veder riconosciuto il loro contributo.

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E’ ormai un concetto indiscutibile che la Rete ha cambiato il nostro approccio alla conoscenza. Per questa ragione, oggi, sempre più istituti culturali, di vario tipo e genere, stanno cercando di realizzare progetti di digitalizzazione del patrimonio e dei servizi.  E’ in questo contesto che la Compagnia dei Lepini ha deciso di avviare una prima operazione di digitalizzazione del Sistema territoriale delle biblioteche dei Monti Lepini, con l’obiettivo di semplificare e potenziare l’accesso dei cittadini delle nostre comunità ai servizi culturali erogati dalle nostre biblioteche. Il progetto è stato avviato in collaborazione con Data Managment, che è l’azienda leader in Italia dei servizi di digitalizzazione delle biblioteche, e che gestisce l’archivio bibliotecario del Polo regionale delle Biblioteche pubbliche del Lazio.

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Facendo seguito alla positiva collaborazione avviata con la Datamanagment nell’ambito della digitalizzazione del Sistema territoriale delle Biblioteche dei Monti Lepini e stante l’opportunità di poter sfruttare ulteriormente la tecnologia di base della piattaforma digitale per le biblioteche attraverso l’implementazione di un processo di digitalizzazione del Sistema territoriale dei Musei dei Monti Lepini con un nuovo progetto di convergenza tra Musei e Biblioteche. La digitalizzazione del Sistema territoriale dei Musei dei Monti Lepini prevede una catalogazione georeferenziata delle opere principali presenti in ciascun Museo, secondo gli standard indicati dall’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), in una prospettiva di informazione e di valorizzazione  gestita attraverso il sito web della Compagnia dei Lepini, e in una prospettiva pluriennale di realizzazione di un archivio digitale per ciascun istituto museale. Una delle peculiarità importanti di questo sistema sarà di dialogare in modalità interattiva con la piattaforma delle biblioteche di modo che, per ciascuna opera presente nel Museo,  se  esistono pubblicazioni, narrazioni, aneddoti,  o altro presente nel catalogo delle biblioteche sarà data immediata informazione nell’una e nell’altra piattaforma e l’informazione, se adeguta, potrà essere sviluppata in forma di storytelling.

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A seguito della sottoscrizione di un Protocollo di collaborazione tra il Ce.R.S.I.T.E.S. (Centro di Ricerca e Servizi per l’Innovazione Tecnologica Sostenibile) dell’Università La Sapienza e la Compagnia dei Lepini   e, successivamente ad una I^ fase di monitoraggio e inventario dei dati territoriali esistenti e/o disponibili prosegue lo sviluppo del lavoro che ha come obiettivo la costruzione di un Sistema Informativo Territoriale (SIT) aperto e interattivo, basato sull’uso di tecnologie GIS open source, che consentirà: la georeferenziazione dei beni e delle informazioni esistenti; la produzione di mappe tematiche, analisi ambientali, socioeconomiche e urbanistiche del territorio dei Monti Lepini; la condivisione e la costruzione partecipata di tali dati ed elaborazioni con gli abitanti e gli attori del territorio dei Monti Lepini. Il SIT dovrà in primo luogo consentire la sistematizzazione del notevole patrimonio di studi e dati esistenti sul territorio dei Monti Lepini che necessita di essere condiviso non solo da studiosi e tecnici ma anche dagli abitanti. Sistematizzare questo patrimonio significa, tra l’altro, poterne disporre in modo efficace per elaborare studi e progetti che sempre più spesso sono richiesti in modo scarsamente prevedibile e con tempi strettissimi per ottenere finanziamenti in vari settori della pianificazione. Il sistema sarà aperto con un’impostazione open data, open access e open content. Si inseriranno e pubblicheranno contenuti prevalentemente attraverso l’uso di licenze creative commons e si utilizzerà il software open source QGIS. Questo software, completamente gratuito, nonostante presenti ancora delle instabilità nell’esecuzione di operazioni complesse, ha raggiunto per le procedure di base una notevole affidabilità. Quest’ultima è in costante e rapido incremento grazie ad una comunità di utenti incentivata da un’interfaccia grafica intuitiva e non dispersiva che consente, anche a persone non laureate, tempi di apprendimento molto contenuti per un uso di base. Inoltre, la presenza di numerosi plugin gratuiti permette di arricchire la barra degli strumenti già posseduti dal programma al fine di ottimizzare alcune funzioni o di introdurne di nuove. Tali caratteristiche risultano fondamentali per consentirne la diffusione all’interno degli uffici tecnici dei piccoli comuni e creare in questo modo la rete primaria per l’uso del SIT nel territorio. Al termine della II^ fase di costruzione il SIT sarà in grado di gestire le basi di dati e la cartografia ad esse connesse in cui saranno georeferenziati i beni del patrimonio territoriale, nonché di produrre mappe tematiche. Occorre precisare che la cartografia di base è costituita dalle cartografie prelevate dai diversi siti istituzionali nei vari formati disponibili mentre le elaborazioni tematiche sono costituite dalla sintesi per sovrapposizione e trattamento grafico delle stesse cartografie. L’approfondimento e l’aggiornamento di specifiche cartografie tematiche rappresenta invece un obiettivo che sarà perseguito successivamente a questa fase.

Questo progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare le numerose ricerche effettuate dai Responsabili scientifici dei Musei sul territorio dei Monti Lepini. Negli anni è stata realizzata una notevole e interessante attività di ricerca scientifica sul nostro territorio che merita di essere adeguatamente divulgata e messa a disposizione dell’intera collettività anche nell’ottica di poter procedere a ulteriori ricerche e approfondimenti. Con questo fine abbiamo promosso un accordo di cooperazione con la Casa Editrice locale Annales Edizioni che assume l’impegno di farsi carico della pubblicazione di un ‘Annuario delle Ricerche scientifiche-culturali sui Monti Lepini’ che raccoglierà una ricerca per ciascun Responsabile scientifico di ciascun Museo appartenente al Sistema territoriale dei musei dei Monti Lepini.  La pubblicazione avrà un costo di copertina, concordato con l’Editore, per il pubblico, ed un costo particolarmente scontato per i Musei. In tal modo i Musei potranno dotarsi della pubblicazione anche per alimentare il book shop e per promuoverne la vendita realizzando un minimo di utile. Questo modello di produzione dei contenuti della ricerca territoriale rappresenta una nuova possibilità di potenziamento della produzione culturale in una logica di sostenibilità economica.