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Piantiamo 6 milioni di nuovi alberi, uno per ogni abitante della regione, per contrastare il cambiamento climatico, compensare le emissioni di CO2, proteggere la biodiversità.

Sono alcuni degli obiettivi di OSSIGENO, il nuovo progetto della Regione Lazio,
che prevede la piantumazione su tutto il territorio regionale di alberi e arbusti autoctoni certificati.

Un progetto di tutte e di tutti, una svolta green per fare del Lazio la regione della sostenibilità ambientale.

Una grande quantità di alberi fa un ambiente migliore.

Una grande quantità di alberi migliora il calore dell’ambiente.

Una grande quantità di alberi migliora la qualità dell’acqua.

Una grande quantità di alberi assesta il terreno.

Una grande quantità di alberi racconta tante storie.

Una grande quantità di alberi sollecita la memoria.

Una grande quantità di alberi migliora il nostro ben-essere.

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LA MAPPA DEI NUOVI ALBERI

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“OSSIGENO” ha preso il via con il coinvolgimento di scuole e università pubbliche del Lazio, ospedali e centri anziani, Parchi Regionali, Istituti Culturali, Dimore storiche, musei, biblioteche, beni demaniali, ATER, IPAB e tanto altro.

La Regione Lazio ha raccolto le adesioni delle strutture che hanno scelto di accogliere i primi alberi.

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Il 21 novembre, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi e della Festa dell’Albero promossa da Legambiente, è entrata nel vivo la messa a dimora dei primi 5.000 alberi e arbusti provenienti dal Vivaio del Parco Regionale dei Monti Aurunci.

La piantumazione è stata curata dai volontari delle Associazioni di Protezione Civile e dal personale delle Aree Naturali Protette del Lazio con il supporto di  tecnici, agronomi e forestali della Regione.

Si proseguirà con nuove piantumazioni fino a dicembre 2019 e, allo stesso tempo, si avvierà la produzione di 100.000 nuove piante a trimestre.

Tutti potranno diventare protagonisti dell’impresa attivandosi per realizzare ulteriori piantumazioni grazie alla consulenza degli uffici regionali sulla scelta degli alberi e delle zone più indicate a ospitarli.

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Dal 2020 la Regione Lazio stanzierà 4 milioni all’anno per 3 anni che saranno utilizzati per l’acquisto di ulteriori piante autoctone e la gestione complessiva del progetto.

La rivoluzione green non coinvolgerà solo gli enti legati alla regione ma richiamerà all’impegno anche soggetti privati – grandi aziende, istituti privati, fondazioni etc – che potranno contribuire al progetto per un Lazio sostenibile e più pulito.

ALBERI

FAGGIO

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DESCRIZIONE

Segna l’inizio dell’ambiente montano e può raggiungere i 40 m di altezza. La corteccia di colore grigio chiaro spesso è colonizzata da licheni e il frutto, chiamato faggiola, è uno degli alimenti fondamentali per l’orso bruno marsicano. Adatto a climi freddi e piovosi, preferisce suoli fertili, freschi e ben drenati.

CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE E LA CURA

Periodo migliore per la messa a dimora: da ottobre a novembre.

Zona ideale: è la specie arborea più tipica dell’orizzonte montano, crescendo in tutta la regione tra i 700 m (eccezionalmente scende fino a 400-500 m nelle cosiddette faggete depresse) e i 1800 m.

Esposizione: preferisce le esposizioni più fresche

Esigenza di acqua: medio-alta

CARPINO NERO

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DESCRIZIONE

Pianta per lo più a portamento arboreo ma talvolta anche arbustivo è ampiamente adattabile, con capacità di agire come specie pioniera su suoli poveri. È diffusa dal livello del mare fino al piano montano, dove predilige suoli poveri di acqua.

CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE E LA CURA

Periodo migliore per la messa a dimora: da ottobre a novembre.

Zona ideale: aree collinari e di media montagna (50-1300 m)

Esposizione: preferibilmente assolata in ambiente montano, più fresca a quote minori

Esigenza di acqua: media

SORBO MONTANO

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DESCRIZIONE

Solitamente cresce come arbusto del sottobosco, ma può avere portamento da  alberetto (altezza massima 15m). La foglie sono a lamina ovale di un verde intenso, i fiori bianchi raccolti in grandi corimbi. I frutti sono false bacche ovali. Predilige le esposizioni soleggiate dell’orizzonte montano inferiore, colonizzando anche rocce e detriti.

CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE E LA CURA

Periodo migliore per la messa a dimora: da ottobre a novembre.

Zona ideale: paesaggio montano o alto collinare

Esposizione: predilige la luce ma tollera anche una lieve ombreggiatura

Esigenza di acqua: media

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