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La Processione del Venerdì Santo

Priverno

Un aspetto molto particolare legato alla processione del Venerdì Santo di Priverno è costituito dall’apparato musicale che l’accompagna. Oggi ogni macchina, eccetto il cataletto, è accompagnata da un coro appositamente preparato a cura delle confraternite o da gruppi diversi che, nelle “fermate” prestabilite lungo il percorso processionale, intonano un canto. La presenza dei cori è documentata nell’Ottocento, quando la loro preparazione era affidata ai maestri di cappella stipendiati dal Comune. La banda musicale, fondata da Francesco Pucci, è menzionata la prima volta nel 1805. La banda è presente nella processione del 1817 e, da allora, ha sempre partecipato precedendo la macchina del Cristo Morto, cioè il cataletto. Quest’ultimo è stato frequentemente oggetto di attenzione da parte della confraternita del Sacro Cuore, cui era affidato. Va precisato che il termine “cataletto” è quello più antico utilizzato per indicare la macchina del Cristo Morto. Questa, si trova registrata nella forma di “cataletto” nel 1559, quando il Capitolo di S. Maria decise di farla riparare. La macchina veniva ricoperta con un tessuto nero (“coltre”) sul quale si stendeva un piccolo lenzuolo bianco su cui veniva adagiata l’immagine del Cristo Morto. Era illuminata da numerose candele, che nel finire del XVIII secolo furono sostituite da lanternini.

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La processione del Venerdì santo ha subito trasformazioni sia nella partecipazione formale delle confraternite, sia per l’aspetto estetico delle macchine. Le cause di queste trasformazioni, iniziate fra le due guerre mondiali, sono attribuite alla decadenza delle confraternite e alla diminuzione degli introiti. La mancanza di denaro, da una parte, e la perdita di una dirigenza sensibile agli aspetti estetici dell’arredo confraternale, dall’altra, hanno provocato un tal disagio che deperite le antiche macchine non è stato più possibile rinnovarle degnamente, come è sempre stato nel passato. Solo in questi ultimi anni si sta cercando di ridare dignità estetica e devozionale a questa antichissima tradizione religiosa nella quale le confraternite, nel corso dei secoli, hanno sempre avuto un ruolo predominante.

(Testo tratto dall’opera “Le Confraternite di Priverno” di Edmondo Angelini)

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