priverno

Priverno

Introduzione

L’antica città di Piperno sta, come una grande barca immobile, al centro della valle dell’Amaseno i cui coltivi lambiscono i Monti Seiani per poi disciogliersi verso est nella piana Pontina. Da millenni essa naviga la storia, solcandone l’immaginario con ampie increspature. Secondo l’Eneide di Virgilio, per la sua libertà, contro gli invasori troiani sacrificò la propria giovane vita la regina Camilla; mentre per i grandi viaggiatori del Settecento fu quasi la madre di tutte le antichità della Campagna Romana, luogo del legame fra l’Italia e l’architettura della Grecia classica. Campagne di scavi importanti attirarono a Priverno storici e mercanti d’arte da tutta l’Europa, trasformando la città da luogo di memorie letterarie a cava di antichità, fino a quando una nuova coscienza, dopo la Restaurazione, fermò la spoliazione e fece di Piperno un banco di prova della moderna archeologia. Ad essa è legata la diffusione del gotico in Italia, che trova il suo massimo esempio nella splendida abbazia cistercense di Fossanova.

Come quasi tutti i centri Lepini la città, che mutò il nome in Priverno soltanto nel 1927, è di fondazione volsca, assoggettata e poi alleata alla potenza di Roma. Meno interna e più vicina alla costa delle città sorelle, subì probabilmente le sanguinose razzie dei Saraceni fino a scomparire del tutto nel IX sec., dissipandosi in piccoli nuclei di rifugiati sulle creste delle colline circostanti. Il principale fra questi ne raccolse nome ed eredità per subire poi un simile destino quando nel 1159 l’imperatore Federico I la vinse e l’incendiò distruggendola. Questa volta però gli abitanti non abbandonarono le proprie cinte murarie e in pochi anni la ristabilirono, riuscendo peraltro nei secoli successivi a mantenersi indipendenti dai grandi casati che altrove nei dintorni reggevano ormai quasi tutte le piccole città. Il carattere architettonico e urbanistico della città è dunque medievale, con un accentuato carattere civico, quale quello del Palazzo S. Giorgio e del Palazzo Comunale (XIII sec.). Numerose chiese che testimoniano l’incontro fra stile romanico e gotico, l’abitato medievale, l’area archeologica con le sue mura urbiche, il castello, e soprattutto la splendida Abbazia di Fossanova rappresentano l’inestimabile patrimonio della città, dalle cui parti più alte si godono viste sorprendenti sulla pianura pontina.

Cenni Storici

Da Tito Livio (358 a.C.) sappiamo che Privernum fu città volsca e successivamente colonia romana. Centro ricco e sviluppato nel periodo imperiale, assunse un certo ruolo commerciale dopo la caduta di Roma a seguito della dismissione della via Appia e il trasferimento delle linee di trasporto lungo la strada pedemontana. Fu completamente distrutta e abbandonata nel IX sec., anche se le reali cause del disastro vigono nel mondo delle ipotesi. La popolazione superstite che fondò a poca distanza Piperno soffrì il passaggio delle truppe di Federico I, ma dopo di allora un lungo periodo di pace portò con sé un’economia stabile e grandi opere edilizie ed urbanistiche. Al pari di Sezze, Cori e Terracina, pur appartenendo alla Santa Sede, Piperno godette di una propria indipendenza amministrativa. Nel 1578 i privernati ottennero da Papa Gregorio XIII gli statuti della città.

Durante l’invasione delle truppe napoleoniche la città tornò a subire violenze e rapine, anche a cagione della sua fama di luogo di scavi e ritrovamenti archeologici classici di grande importanza che tanto fervore verso la città avevano destato per tutto il Settecento. La restaurazione portò con sé – grazie all’intervento legislativo del cardinale Bartolomeo Pacca – una maggiore e più matura attenzione verso le antichità, e Priverno divenne luogo di studio modello per la nascente archeologia moderna, legata a doppio filo con i Musei Apostolici Vaticani. La piccola città ricevette la visita del pontefice Gregorio XVI nel 1843 e quella di Pio IX nel 1850.

Occupata dalle truppe tedesche Priverno è stata insignita della medaglia d’argento al valore civile per essere stata oggetto di violenti rastrellamenti e razzie e di devastanti bombardamenti che mieterono numerose vittime e rasero al suolo gran parte dell’abitato.

Arte e Cultura

Il cuore del paese è rappresentato dalla suggestiva Piazza Giovanni XXIII sulla quale si affacciano, raggiungibili salendo una imponente scalinata, lo splendido Palazzo Comunale e la Cattedrale di S. Maria Annunziata. Sulla piazza insiste la Fontana dei Delfini realizzata in occasione dell’arrivo dell’acqua potabile a Priverno (1877). La Cattedrale S. Maria Annunziata (XI-XII sec.) consacrata da Papa Lucio III nel 1183, ha subito una serie di trasformazioni che hanno modificato l’originaria struttura romanica, e particolarmente nel portico è ravvisabile una commistione di grande interesse storico con il nascente stile gotico. Nella terza cappella di sinistra, detta “Cappellone” sono conservati un Crocifisso ligneo seicentesco ed un Cristo deposto che tradizionalmente viene portato in processione il Venerdì santo. In una cappella della navata destra si conserva l’urna con il teschio del più grande teologo medievale, S. Tommaso d’Aquino, patrono della città, morto a Fossanova.

La Chiesa di S. Giovanni Evangelista (IX-X sec.) è certamente la chiesa più interessante di Priverno sia per gli affreschi che per l’architettura. Sopravvissuta in parte all’incendio del 1159, venne ricostruita tra il XII e il XIII sec. mantenendo al suo interno elementi di stile romanico e gotico. La Chiesa di S. Antonio Abate (XIII-XIV sec.) sorge fuori dalle mura cittadine. Un’iscrizione scolpita sull’architrave dell’ingresso indica la data 1336 e si riferisce ai lavori che diedero alla chiesa l’aspetto attuale. La Chiesa di S. Benedetto (IX-X sec.) contende a quella di S. Giovanni Evangelista il titolo di chiesa più antica di Priverno ed è ubicata a ridosso delle mura cittadine.

Un discorso a parte merita la famosissima Abbazia di Fossanova la quale rappresenta il primo, felicissimo esempio di gotico italiano. Costruita sui ruderi di una villa romana di età imperiale, l’abbazia fu dapprima monastero benedettino (VII-IX sec.) e successivamente, per volere di Innocenzo II, fu concessa ai Cistercensi di origine francese che la edificarono nelle forme attuali, introducendo in Italia uno stile totalmente nuovo alla nostra tradizione. I Cistercensi diedero in tal modo vita, a cascata, a una scuola di scultura privernate che diffuse il nuovo gusto nel Lazio e nel Sud Italia. Effettivamente, a differenza delle opere gotiche che si trovano nel Nord del Paese, il gotico di Fossanova non ha subito influssi romanici, ed ostenta una purezza formale che non ha eguali neppure in Francia. Lo splendido interno dalle severe nervature slanciate verso l’alto, le sale e il delizioso chiostro meritano una visita meravigliata.  Prossimo all’Abbazia è l’incantevole borgo medioevale di Fossanova. Vi si trovano piccole botteghe artigiane dedicate al ferro e al rame battuto, ai merletti al tombolo, ai dolci, in una grande tranquillità che pare irradiare dalla stessa bellezza del luogo. Fuori dalle mura cittadine è edificato il Castello di S. Martino – Villa Gallio (XV sec.) circondato da un bellissimo parco di 35 ettari. La villa cinquecentesca, identificata dalle caratteristiche torri merlate che la contornano interamente, fu fatta edificare dal vescovo Gallio, segretario personale di Papa Pio IV. Il castello ospita eventi culturali ed il Museo della Matematica, realizzato in collaborazione con l’Università di Firenze e la Scuola Normale di Pisa, il primo al mondo interamente dedicato alla conoscenza dei numeri, ove il visitatore può avvicinarsi a quanto di vivo e concreto c’è nella più astratta fra le scienze, scoprendone inattese relazioni con la vita quotidiana.

Enogastronomia e Prodotti Locali

Priverno può vantare una lavorazione artigianale della carne e delle mozzarelle di bufala giustamente famosa. Molte le aziende nella zona che producono carciofi, olive, sott’olii e sott’aceti. Gustoso e imperdibile il pane tipico di Priverno, la falia, simile alla pizza, che i privernati consumano tradizionalmente con i broccoletti e la salsiccia piccante. Per gli amanti dei sapori autentici la zuppa di verdure del luogo si chiama bazzoffia. Fra i dolci si annoverano le ciambelline al vino, ai semi di anice e quelle scottolate; le crostatine di marmellata; le zeppole di S. Giuseppe, dalla pastella fritta arricchita con l’uvetta; e – pezzo forte della tradizione dolciaria privernate – la ciambella detta cresciuta.

Manifestazione, Folclore, Eventi e Tradizione

La prima domenica di Febbraio ha luogo una festa curiosa, la sagra della falia ai broccoletti pipernesi, una pizza profumata e gustosa tipica della cittadina. Il 18 marzo si festeggia S. Giuseppe con la gara del Focaraccio, detto anche Gonfalone dei Favoni: le contrade del paese si sfidano a realizzare il falò più bello e la migliore animazione intorno al fuoco, lo stendardo più bello, l’atmosfera più originale e capace di far rivivere antiche tradizioni e, ovviamente, la migliore gastronomia locale.  Il Venerdì santo vede snodarsi lungo le strade del centro storico la processione in costume, ove due penitenti incappucciati trascinano, legata ai piedi scalzi, una pesante catena e portano sulle spalle una croce. Durante la domenica coincidente o successiva al 29 Giugno il Palio del Tributo rievoca in costume rinascimentale il pagamento della tassa che, nel XVI sec., i Castelli di Roccagorga, Asprano, Maenza, Prossedi e Sonnino erano costretti a pagare a Priverno, sul quale territorio erano collocati. Le rappresentazioni del corteo storico, l’offerta del vino agli armigeri, e la consegna del tributo culminano con la corsa all’anello dei cavalieri delle quattro porte cittadine per vincere il Palio. La festa è occasione per giochi popolari, mostre artistiche e grandi mangiate. Il 7 Marzo è la Festa del patrono di Priverno, il grande pensatore S. Tommaso D’Aquino. Una processione percorre di sera le vie medioevali del paese, allietata da manifestazioni culturali ed esposizioni di prodotti artigianali. Merita una menzione il fatto che nacque a Priverno il fedele segretario e confratello di S. Tommaso, fra Reginaldo da Piperno, più volte ricordato nelle opere del teologo.

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Festa medievale Fossanova palio-priverno-2017-comune

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Sport e Natura

Priverno ospita due squadre di calcio e impianti per attività podistiche (interessante il trail in miniera), nuoto, pallanuoto, pallavolo, tennis, calcio a 5, ciclismo amatoriale, trekking, boxe, body building e arti marziali. Il limpido fiume Amaseno offre agli appassionati di pesca ed escursioni un ambiente delizioso, ricco di biodiversità.  I laghetti termali del Vescovo Gricilli sono formazioni vulcaniche dalle acque ricche di zolfo adatte anche alla pinoterapia.