Cori Monti Lepini

Cori

Introduzione

Forse la città più bella e complessa dell’intero territorio, Cori conserva nel proprio corpo urbano un immenso patrimonio dell’immaginario che si svolge come filo storiografico lungo secoli di riflessione sull’antico e sul moderno. È questa la città alla quale il grande incisore Giovanni Battista Piranesi dedicò uno studio rigoroso sulla genialità dell’architettura romana al di fuori di Roma, resa con passione di studio e intensità severa nelle sue potenti Antichità di Cora (1764). Molti altri grandi nomi del Settecento e dell’Ottocento furono colti dal fascino della città, la quale sembrava attualizzare i poderosi suoi segni dell’antico in un vivace ambiente rinascimentale prima (con fitti quartieri “gotici”) e poi coevo ai tempi del Grand Tour, del quale divenne meta ineludibile.

Non a caso corese è Antonio Ricchi, lo storico che per primo, nel Settecento, propose di considerare il territorio dei Lepini nel suo insieme come un’identità unica, che egli considerava nascere dal suo passato di terra dei Volsci.

L’incantevole tessuto rinascimentale che con le sue superfetazioni sei e settecentesche culmina nelle impressionanti rovine romane e preromane, si distende su un declivio largo, moderato, dagli accessi spesso più ampli e luminosi di quanto non siano gli stretti vicoli delle vicine città medievali. La tranquillità della cittadina d’oggi, quasi spopolata, rafforza la meraviglia del visitatore che l’attraversa: i tesori del Pozzo Dorico, del Tempio di Ercole, della Sipportica, del Ponte della Catena giacciono come dimenticati sotto il sole. E anche quando la cittadina si anima col suo splendido Carosello storico, i monumenti antichi sembrano sorridere di quella “classica pace” nominata dal Gregorovius, blandamente indifferenti, quasi poggiassero sulle fondamenta di un mondo invisibile, del quale Cori è un riflesso sognante.

Cenni Storici

Se la leggenda vorrebbe la città fondata dall’eroe Dardano (o persino Enea) in fuga dalle ceneri di Troia, l’archeologia ci testimonia abitati fin dell’Età del Bronzo, e le fonti storiche annoverano Cora fra le più antiche municipalità latine che nel VII sec. a.C. si opposero a Roma – corese fu il comandante della Lega Latina – per poi divenirne alleate.

Durante la guerra civile Cori parteggiò contro Mario per Silla, il quale, vincitore, vi fece erigere molte opere pubbliche.

Soprattutto in confronto con il ricco patrimonio epigrafico antico che fa della città un caso quasi unico nell’Italia centrale, l’epoca medioevale è testimoniata più dagli edifici che dai documenti storici. Fra questi le memorie della sua fedele alleanza con la vicina Velletri, grazie alla quale, nel turbine delle lotte per il potere generato dalle vicende del Papato, le due città resistettero per lungo tempo agli appetiti di dominio di diverse Signorie. Nel 1234 papa Gregorio IX dichiarò Cori patrimonio inalienabile della Chiesa, condizione che s’interruppe durante il periodo Avignonese, per poi riaffermarsi nel XV sec. sotto Sisto IV, col conferimento dell’esercizio esecutivo e giudiziario al vescovo di Ostia e Velletri. La città mantenne tuttavia una certa autonomia con propri organi di governo, sebbene questi fossero formalmente sottomessi alla signoria ecclesiastica. Nel 1513 tale autonomia crebbe: Leone X restituì la giurisdizione della città al Senato Romano, e la cosa pubblica fu devoluta interamente ai rappresentanti delle contrade cittadine, affiancati da un consiglio generale composto da tutti i capofamiglia coresi.

Fino al 1555 la comunità ebraica di Cori – citata negli statuti – risulta ben inserita, dotata di una propria sinagoga, e attiva economicamente. Da tale data la situazione si inasprisce, fino alla triste chiusura forzata del tempio nel 1569.

Già dal tardo Quattrocento – con l’Italia Illustrata di Biondo Flavio e la Descriptio totius Italiae di Pietro Ranzano – era intanto cominciato il destino storiografico di Cori, indicata come un luogo di cerniera fra l’antico e il presente, dove focalizzare gli studi antiquari, epigrafici, architettonici. La città divenne meta di studiosi, pittori e viaggiatori, con acme al tempo del Grand Tour.

I sec. XVI e XVII in particolare rappresentarono un tempo di fioritura demografica, economica e culturale. La classe borghese, in assenza di nobili locali, prese l’iniziativa anche nel mecenatismo finanziando opere architettoniche, urbanistiche e pittoriche.

Anche a causa della diffusione di una base sociale media la Rivoluzione Francese non ebbe derive popolari sul territorio corese, né lo scontro fra papalini e realisti, dopo la presa sabauda di Roma, ebbe toni troppo accesi. Il senso pratico incanalò “politicamente” le tensioni verso la soddisfazione di bisogni condivisi con la realizzazione di un ospedale, una scuola elementare, l’acquedotto, la stazione ferroviaria, e persino l’ampliamento del cimitero.

Con il medesimo spirito Cori ha affrontato la crisi moderna dell’economia rurale, ad es. con il recupero della tradizione contadina in ottica qualitativa: la produzione corese, dagli ortaggi al vino superiore, si concentra sull’eccellenza.

Arte e Cultura

Una potente cinta muraria poligonale del VI sec. a.C. caratterizza la città, inserendola in quel circuito “pelasgico” che tanto attrasse la fantasia protoromantica dei viaggiatori settecenteschi. Attrezzata per la visita turistica si stende per due chilometri. Completano le antichità coresi il ponte romano del I sec. in opus quadratum che con un unico arco supera il fosso della Catena e ancora oggi sostiene la strada carrabile; l’acropoli con il dorico Tempio di Ercole; il foro, uno spazio di memoria stratificata che va dal V al I sec. a.C., con il Tempio di Castore e Polluce a carattere corinzio; e la piazza dall’aspetto quasi metafisico detta del Pozzo dorico, immediatamente sotto il foro, realizzata sopra un edificio romano del II sec. che conserva al suo interno un’ampia cisterna.

La Cori medievale e rinascimentale si snoda lungo tutto il corpo urbano. La si apprezza nel modo in cui gli edifici sono stati costruiti a riempire lo spazio, abbarbicandosi sulle mura antiche, sopra le strade, quasi l’una sull’altra. Molto suggestiva è la via del Porticato, un tempo luogo destinato al commercio e alle botteghe artigiane. Si aggiungano gli importanti palazzi, come il Landi-Vittori che, eretto nel XVI sec., ingloba una torre romana nel proprio corpo di fabbrica, e le numerose chiese. Bellissima fra queste la quattrocentesca Chiesa di S. Oliva, col suo chiostro conventuale, e degna di nota la Chiesa della SS. Annunziata per i suoi affreschi protorinascimentali.

Il Santuario della Madonna del Soccorso è luogo sacro di grande importanza per i coresi. Conserva una preziosa effige della Vergine di scuola fiorentina del Trecento. Dal santuario si gode di uno splendido colpo d’occhio sulla città.

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Enograstronomia e Prodotti Locali

Cori è nota fin dall’antichità per l’ottima produzione di olio d’oliva e vino che ha di diritto una sua denominazione d’origine controllata. Meritano un assaggio i dolcetti secchi, i prodotti sott’olio e sott’aceto, ed il pane cotto a legna.

Manifestazioni,Folclore, Eventi e Tradizioni

Il Carosello storico dei rioni fa la parte del leone fra le attività culturali della cittadina. Tra Giugno e Luglio vi si inscenano in costumi medievali, fra i colori degli sbandieratori, il giuramento dei priori, il palio della Madonna del Soccorso, ed infine il palio di S. Oliva dove i cavalieri dei Rioni della città si sfidano alla corsa all’anello.
Cori è anche la città principale del Latium Festival, evento di cultura e folclore internazionale di grande interesse che ha luogo ininterrottamente dal 2007 tra gli ultimi giorni di Luglio e i primi di Agosto.

Per gli amanti della buona tavola, nella penultima domenica di Agosto si svolge la Sagra della Fettuccina, e la seconda domenica di Dicembre la Sagra della Bruschetta, in cui si ripropone l’annuale degustazione dell’olio e del vino, vera delizia per il palato.

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Sport e Natura

Cori è ben attrezzata per lo sport con il suo impianto sportivo polifunzionale e un palazzetto sportivo. È rappresentata da un’importante squadra di tennis da tavolo, mentre la Cori calcio gioca nella Promozione Laziale (stagione 2014-2015). La placida tranquillità della città e del suo contesto naturale la rendono perfetta per la pratica di attività sportive rilassanti come lo yoga, che vengono praticate all’aperto, fra gli ulivi o nei boschi.