Blog Single Post

Festa della Madonna delle Grazie

Artena

Parlare della Processione della Madonna delle Grazie è per un artenese come parlare di un pezzo della sua vita. La Madonna delle Grazie è la vera padrona di tutto il popolo che la venera e la adora. Nella storia di questo popolo non vi è altro fenomeno così duraturo, e tra le processioni dell’intera nazione, quella della Madonna delle Grazie di Montefortino ( antico nome di Artena ), è una tra le più durevoli. In assoluto, nella zona dei Monti Lepini, è la Processione che per prima è stata rappresentata. La prima Processione si svolse il 19 maggio 1731, e da quel giorno ad oggi, il culto per la Madonna delle Grazie è cresciuto a dismisura fra gli abitanti di Artena. “Quanti sono e saranno i Montefortinesi, tanti sono e saranno i fondi per mantenere la festa e la confraternita di Santa Maria”, così scrisse a quel tempo un ministro di casa borghese. Un’osservazione che si avvera annualmente. Ogni artenese, ricco o povero che sia, sente il dovere di donare qualcosa alla “sua” Madonna delle Grazie. Alcuni lo fanno per grazia ricevuta, altri invece in segno di affetto verso Maria Vergine. Nel 1744 furono stabiliti alcuni punti fondamentali che andavano rispettati durante la Processione e ancora oggi sono in vigore. Prima della Processione, la statua della Madonna deve essere adornata da una ragazza nubile, con un vestito di broccato e con un manto sontuoso; inoltre la deve ricoprire di collane e braccialetti d’oro donati dal popolo. Quindi, la vergine deve essere posta su un’apposita macchina, pronta per “uscire” dalla Chiesa. Nello stesso anno si stabilì l’ordine della Processione: apre il corteo il tamburino che scandisce il tempo dei passi; seguono immediatamente lo stendardo retto dai bambini più piccoli, vestiti dalle mamme da Angioletti, da fratini e da suorine; quindi le comunicande vestite di bianco; subito dopo una schiera di paggetti ( istituiti nel nome del SS. Sacramento da Suor Luisa Carbone nel 1915 ); poi vengono le ragazze vestite di bianco con un nastro celeste, quindi le spose e tutte le altre donne. A partire dal 1857 durante la Processione, per la prima volta furono introdotti i personaggi degli infioratori, che avevano il compito di addobbare con i fiori la cappella nella piazza principale, al centro della quale gli stessi infioratori realizzavano un pannello di fiori che riproduceva un mistero della Vergine. Nel 1861 gli organizzatori fecero eseguire un pannello che non fosse più stabile, ma che potesse essere trasportato affinché tutti potessero vederlo. Da allora nacque l’idea di ornare i Cristi delle confraternite con una moltitudine di fiori. Questa arte fu poi appresa da un membro di ogni confraternita che l’ha tramandata nel corso di questi 139 anni, ai figli, ai nipoti, ai pronipoti. Nata come puro abbellimento per festeggiare la sacralità del rito, con il passare degli anni questa tradizione si è sviluppata fino a diventare parte essenziale della Processione che, oltre ad essere suggestiva, offre uno spettacolo unico di amore, di fede e di folclore religioso.

0 Comment