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DINOSAURIA, LE IMPRONTE DI SEZZE

Con il classico taglio del nastro è stata inaugurata il 12 dicembre la mostra “Dinosauria. Le impronte di Sezze”, allestita all’interno dei locali di Palazzo Rappini e realizzata dalla Compagnia dei Lepini con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Sezze. Un autentico salto nel tempo, fino a circa 100 milioni di anni fa, quando i dinosauri popolavano il pianeta e lasciarono diverse tracce del loro passaggio anche nel territorio che oggi è diventato quello dei Lepini. Circa 200 di queste tracce sono state individuate nel 2003 da un da un team di geologi, Daniele Raponi e Gaspare Morgante che, coadiuvati dal paleoicnologo Fabio Marco Dalla Vecchia, le scoprirono a ridosso dell’ex cava Petrianni, nella zona a confine tra Sezze centro e lo scalo. Attente analisi, poi, dimostrarono che si trattava di impronte di dinosauri, nel dettaglio un Titanosauro, grande sauropode quadrupede erbivoro, e i più piccoli ed agili Ornithomimosauri, dinosauri teropodi bipedi per lo più carnivori. Il luogo, qualche anno fa, ha ottenuto il fregio di diventare uno dei monumenti naturali della Regione Lazio, con la prima pista di impronte di dinosauri Sauropodi ritrovata in Italia Centrale e uno dei siti ad impronte di dinosauri più rilevanti dal punto di vista scientifico di tutta Europa. La mostra che è stata presentata punta proprio a ricreare quell’ambiente, avvicinando i turisti a quel mondo così complesso e, allo stesso tempo, affascinante. Prima dell’apertura della mostra che sarà visitabile fino al prossimo 19 gennaio si è tenuta una presentazione presso l’auditorium comunale “San Michele Arcangelo”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Sezze Sergio Di Raimo, del presidente della Compagnia dei Lepini Quirino Briganti, del consigliere regionale Salvatore La Penna e della dirigente scolastica del “Pacifici e De Magistris” Anna Giorgi, la parola è passata a Fabio Marco Della Vecchia e a Daniele Raponi che hanno dettagliato sulla loro incredibile scoperta e a Vito Consoli, direttore regionale Capitale Naturale Parchi e Aree Protette. Chiusura degli interventi, invece, appannaggio dell’assessore regionale Enrica Onorati, che ha sottolineato l’importanza di iniziative di questo genere per il territorio lepino e non solo. Poi i ragazzi delle scuole e le istituzioni si sono recati presso Palazzo Rappini, dove hanno potuto “assaggiare” il clima che si respirava 100 milioni di anni fa. E’ stato lo stesso Quirino Briganti ad affermare: “L’allestimento è arricchito da una grafica immersiva che riproduce i più noti dinosauri mesozoici e che contribuisce a “far entrare” ancor di più, e meglio, il visitatore nel regno dei dinosauri. All’interno della mostra sono previsti alcuni laboratori didattici, pensati soprattutto per i più piccoli, come filmati a tema, visori in realtà virtuale, una stampante 3D con cui stampare le impronte, il nido delle uova, ma, soprattutto, rendono ancora più suggestiva l’atmosfera della mostra alcuni modelli di dinosauri. Si tratta – ha concluso Briganti – di un’esperienza di conoscenza e comprensione di questo immenso patrimonio scientifico dall’eccezionale valore culturale, che per la prima volta viene mostrato in un allestimento organico e funzionale alla fruibilità di tutto il territorio lepino e non solo”.

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La Mostra è stata prorogata fino al 29 febbraio 2020

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