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Palazzo Pecci

Nel Palazzo nacque Papa Leone XIII. Di linea elegante e austera, l’edificio è situato nella parte “Dammonte” del paese, nel punto più elevato della collina. Nonostante i numerosi lavori eseguiti dall’architetto Augusto Bonanni, la costruzione conserva ancora tutte le caratteristiche tipiche dei palazzi italiani sorti tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. La parte esposta a nord è medievale: risulta porzione dell’antico castello De Ceccano. La visita inizia dalla Sala Lunga, una galleria dal soffitto a cassettoni, con pareti tappezzate in stoffa damascata rossa. Sul pavimento in maiolica spicca lo stemma della famiglia, con un carpino affiancato da due gigli e sormontato da una comete con il motto Lumen in coelo. Sulla parete di destra è il quadro di Angelo De Courten che raffigura il Giubileo sacerdotale di Leone XIII. Lo affiancano altri ritratti del Papa e uno del fratello, il cardinale Giuseppe Pecci. La Sala delle Fettucce, ha una decorazione più antica del resto del palazzo. L’arredamento invece proviene dal Palazzo Sarcinelli di Conegliano Veneto, ed è stato fatto spostare qui dalla contessa Helda Castrignano Pecci. Nella Camera di Monsignore dormiva il futuro  pontefice  nei suoi soggiorni a Carpineto. La “Cappella Gentilizia” contiene preziose “reliquie” di santi e lettere autografe di San Giovanni Bosco e Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori. La pala dell’altare raffigura la Madonna con il Bambino tra i Santi Francesco e Domenico. La Biblioteca, realizzata per volere di Lodovico Pecci, padre di Gioacchino, e arricchita dal Papa, ospita circa 20.000 volumi, pergamene e l’archivio della famiglia. La sesta sala ospita il Museo Leoniano, allestito dal celebre astronomo naturalista Angelo Secchi, dove sono conservati documenti e cimeli legati a vari momenti della vita di Leone XIII.

Palazzo Aldobrandini e Torre Campanaria 

L’attuale Torre Campanaria, parzialmente restaurata, è parte integrante di un complesso urbanistico militare, appartenuta ai “domini campanini” De Ceccano nel XIII secolo. Appare chiaro il progetto difensivo del “castrum” medievale con mura poderose, torre campanaria, che era la parte militare più elevata, e palazzo comitale; nel secolo XVI venne posto un orologio, opera di mastro Cesare da Subiaco e nel secolo XVII una mostra in maiolica. Un altro castello esisteva nella parte “dammonte”, oggi inglobato in Palazzo Pecci.  Sotto la torre sorge sul dirupo il Palazzo degli Aldobrandini (dal nome degli ultimi signori della fine del secolo XVI agli inizi del secolo XIX), preceduto da un ampio giardino ornato da piante secolari. Durante il XVII secolo il palazzo Aldobrandini, acquistato dall’amministrazione comunale, era corte e sede del potere baronale del ducato di Carpineto (in esso vi fu trascritto l’atto di pace tra Carpineto e le vicine comunità di Bassiano, Sezze e Norma nel 1477). Il palazzo consta di diversi ambienti, molto rimaneggianti, che ospitano il Museo “Reggia Dei Volsci”.