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ALLA SCOPERTA DELL’ EREMO DI SANT’ERASMO

L’Eremo di Sant’Erasmo a Roccagorga: spiritualità, storia e natura

Situato a circa 850 metri di altitudine sulle pendici del Monte Pizzone, a 7 km dal borgo di Roccagorga (provincia di Latina), l’Eremo di Sant’Erasmo è uno dei luoghi più significativi del territorio pontino, sia dal punto di vista religioso che paesaggistico. Immerso nei Monti Lepini, offre un affaccio straordinario sulla valle di Priverno, sul Mar Tirreno, fino al Circeo e Terracina. 

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Durante le guerre, il busto di Sant’Erasmo fu nascosto sotto il pavimento della chiesa per proteggerlo da razzie: prima dai francesi nel 1798 (poi riscattato dalle donne del paese), poi dai nazisti nel 1944. Oggi una lapide commemorativa ricorda il gesto di coraggio e devozione della comunità.

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Un luogo di culto e tradizione popolare

L’eremo è dedicato a Sant’Erasmo, patrono di Roccagorga. La devozione dei rocchigiani verso il santo è profonda e radicata. Ogni anno, l’ultima domenica di maggio, si svolge un pellegrinaggio solenne: i fedeli portano in processione il prezioso busto d’argento del santo, celebrano la messa all’aperto e pranzano nei boschi con piatti della tradizione locale, come zuppa di pane e fagioli e capra in umido. Questo evento segna l’inizio delle festività patronali, che culminano con la processione per le vie del paese il 2 giugno.

Accesso, escursioni e paesaggio

L’eremo si raggiunge a piedi da vari sentieri, il principale dei quali inizia dalla Fonte dell’Arco, a cui si arriva dopo una strada panoramica (6,2 km dalla piazza del paese). Il percorso attraversa una natura rigogliosa di lecci, sorgenti e rocce, e fa parte di un itinerario escursionistico più ampio che collega Roccagorga alla vetta del Monte Semprevisa (1536 m), passando per i monti Pizzone, Erdigheta, e La Croce.

Nei giorni limpidi, dalla cima si gode una vista che spazia fino alle isole pontine.

 

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Un tesoro nascosto tra i monti

Oggi, l’Eremo di Sant’Erasmo è un luogo fuori dai circuiti turistici tradizionali, ideale per chi cerca spiritualità, storia, natura e cucina genuina. Un angolo autentico del Lazio interno, dove il tempo sembra essersi fermato e la devozione popolare continua a tenere vivo un pezzo di storia millenaria.

La rubrica “Pillole Artistiche” nasce con l’obiettivo di far conoscere, attraverso l’arte e i beni del territorio, i libri del “fondo locale” dei Lepini e/0 ricerche della Compagnia stessa pubblicate diversi anni fa. La Compagnia dei Lepini, che gestisce il Sistema Bibliotecario del territorio, ha il compito di valorizzare la produzione letteraria del fondo librario locale dove sono conservati volumi, che nei decenni scorsi hanno contribuito a promuovere la conoscenza del nostro territorio. Gli articoli devono essere contestualizzati alla data in cui sono stati publicati i libri e/o le ricerche. Le ricerche più recenti potranno contribuire in futuro a comprendere nuovi aspetti dei beni, dei personaggi storici e dei periodi che verranno presi in esame.
Articolo di Roberto Ioja

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