La Via Francigena del Sud – I primi 100 chilometri La Compagnia dei Lepini, che ha curato l'intero progetto di sviluppo territoriale, ha ospitato nei comuni dei monti Lepini un gruppo di circa 20 camminatori guidato da Maria Carmen Furelos Gaiteiro, presidente della Rete dei Cammini d'Europa e artefice della rinascita del Cammino di Santiago di Compostela.
In attesa della segnaletica ufficiale della via Francigena, che verrà collocata sul tracciato già individuato entro il mese di ottobre, Alberto Alberti del “Gruppo dei Dodici” ha accompagnato i pellegrini sui sentieri più suggestivi dell'area lepina: da Fossanova a Cori, passando per Sezze, Bassiano, Sermoneta, Norma, Roccagorga (con visite naturalistiche e culturali a Carpineto, all'abbazia di Valvisciolo, all'oasi di Ninfa, al lago di Giulianello e incontri con tutti i sindaci dei comuni interessati).
Il giudizio è stato unanime: i primi cento chilometri della via Francigena del sud da Fossanova a Roma (che raggiungerà in futuro Brindisi, porto d'imbarco verso la Terrasanta), per fascino dei luoghi e accoglienza della popolazione, non hanno nulla da invidiare ai più bei percorsi d'Europa, che attraggono ogni anno milioni di pellegrini e turisti grazie a un mix ben valorizzato di storia, paesaggi incontaminati, offerta enogastronomica, ricerca spirituale. E questi primi cento chilometri sono anche il limite minimo di percorrenza, da parte dei pellegrini, per ricevere le credenziali, il documento formale che attesta il compimento del pellegrinaggio.
Perché la Rete dei Cammini d'Europa, un Gruppo europeo di interesse economico italo-spagnolo accreditato a Bruxelles di cui da quest'anno fa parte anche la Compagnia dei Lepini, si occupa da alcuni decenni del recupero e della promozione delle antiche vie di pellegrinaggio europee che collegavano in epoca medievale Santiago, Roma e Gerusalemme?: da una parte, per promuovere la sviluppo delle piccole realtà territoriali grazie a una forma di turismo ecosostenibile che non conosce crisi ma invece è sempre in veloce espansione, al contrario del turismo tradizionale, balneare o del mordi-e-fuggi; ma dall'altra, e soprattutto, per preservare le radici religiose o comunque spirituali dell'Europa intera attraverso la salvaguardia di quei luoghi di culto di cui anche il nostro territorio è ricchissimo (dalle grandi abbazie agli eremi, ai romitori, alle chiesette di campagna, alle cappelle votive che si trovano sul cammino).
Le opportunità offerte dal ripristino e dalla valorizzazione della via Francigena del Sud – ha spiegato Maria Carmen Furelos Gaiteiro nell'incontro conclusivo con la stampa che si è svolto a Cori – sono enormi e presuppongono il coinvolgimento di una moltiplicità di soggetti che operano sul territorio: albergi, ostelli, agriturismo, ristoranti, punti vendita di produzioni enogastronomiche e d'artigianato, punti informativi, gruppi di azione locale, associazioni culturali – in quell'ottica di chiaro e reciproco riconoscimento e di inter-promozione che è proprio dell'attività della Compagnia dei Lepini. Promozione che avverrà direttamente nei nodi del grande turismo spirituale come Santiago di Compostela, raggiunto ogni anno da 10 milioni di pellegrini, attraverso la distribuzione di materiale informativo e la realizzazione di grandi eventi: come la rappresentazione della Passione di Sezze, l’esibizione degli sbandieratori di Cori, le straordinarie manifestazioni canore delle ”Donne di Giulianello” direttamente a Santiago di Compostela, nel febbraio 2010, annunciata dal presidente della Commissione turismo della Regione Lazio Domenico Di Resta (è la Regione che finanzia e sostiene questo programma di valorizzazione).
Il direttore della Compagnia dei Lepini, Fabrizio Di Sauro, ha invece rivendicato l’impegno profuso nel passare in brevissimo tempo dall'idea iniziale alla realtà operativa. Tutto ciò è reso possibile dall'adozione di modello operativo virtuoso fondato sulla stretta cooperazione tra la Regione Lazio, gli enti pubblici locali, ma anche operatori privati; sulla ricerca di auterevoli e prestigiosi partner di rilievo nazionale e internazionale (la Rete dei Cammini d'Europa, l'Opera romana pellegrinaggi, il Touring Club che realizzerà le guide); sul confronto costante con il mercato turistico, sempre a livello nazionale e internazionale; sulla priorità data a interventi che hanno un impatto immediato sul territorio. Un modello virtuoso che continua a produrre ottimi risultati.
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